VERSO LE ELEZIONI. CNA HA INCONTRATO I CANDIDATI DELLE DIVERSE FORZE POLITICHE IN CAMPO

VERSO LE ELEZIONI. CNA HA INCONTRATO I CANDIDATI DELLE DIVERSE FORZE POLITICHE IN CAMPO

Si è tenuto, in diretta streaming sulla pagina istituzionale di Facebook, nella sede della CNA Territoriale di Macerata un ciclo di incontri  tra la dirigenza artigiana e i candidati di diverse formazioni politiche, utile ad un confronto oltre che per illustrare le aspettative dell’imprenditoria in vista delle elezioni politiche del 4 marzo.

Introdotti dal Presidente  Giorgio Ligliani e moderati dal Direttore Luciano Ramadori e dal funzionario Matteo Petracci, si sono susseguiti i confronti con candidati della coalizione di centrosinistra (PD) Flavio Corradini e Piergiorgio Carrrescia, Liberi e Uguali Lara Ricciatti, Bruno Pettinari, Giuseppe Buondonno e Marco Vallesi, della coalizione di centrodestra (Lega) Giuliano Pazzaglini e Tullio Patassini  e del Movimento 5 Stelle Daniela Tisi e Fabio Bottiglieri.

Le richieste CNA  – sottolinea il Presidente Ligliani  – partono da una considerazione: che le piccole imprese rappresentano il 99,4% dell’imprenditoria italiana.  Crediamo sia venuto il momento di individuare azioni politiche che aiutino le pmi a crescere e a generarsi, non per interesse corporativistico, ma perché rappresentano l’anima delle nostre comunità e del Made in Italy”.

I temi della ricostruzione post sisma e del rilancio dell’economia dei comuni del cratere è stato centrale in tutti i confronti avvenuti – prosegue Liglianial di là di posizioni anche molto critiche sulla gestione e sul modello organizzativo burocratizzato messo in campo dal Governo per affrontare la ricostruzione e addirittura l’emergenza, per cui ancora si attende attuazione di interventi come i contributi alle imprese delocalizzate causa danni a laboratori e negozi. Si è convenuto sulla necessità di ripartire dalla centralità dell’impresa e del lavoro per rilanciare la ripresa  e scongiurare la desertificazione delle areee interne”.

Il nostro documento presentato nel corso dei confronti –  spiega il Direttore  Luciano Ramadorinon è composto da centinaia di  pagine. Si tratta di pochi punti, una decina, essenziali per dare equità al sistema fiscale, per abbattere la burocrazia, solo per fare un paio di esempi”.

Dal punto di vista fiscale, secondo CNA è imprescindibile introdurre la completa deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali e dare immediata applicazione dell’Iri, l’imposta sul reddito imprenditoriale che favorirebbe la crescita e il consolidamento patrimoniale delle imprese.

Poi c’è la vicenda del costo dell’energia, con le imprese penalizzate, in particolare quelle più piccole, che pagano oneri di gestione della rete non coerenti con i volumi di consumo”, continua Ramadori Inoltre, siamo convinti che la burocrazia, che costa alle imprese in termini di incertezze e adempimenti 22 miliardi all’anno, debba essere abbattuta riducendo lo stock normativo attualmente in vigore. Poi c’è la vicenda appalti, che la riforma non ha ancora risolto, in termini di accessibilità e trasparenza“.

Secondo Giorgio Ligliani “occorre dare operatività alla discrezionalità delle stazioni appaltanti per una reale attuazione della suddivisioni in lotti delle commesse, valorizzando così le imprese del territorio”.

Quindi le proposte per dare impulso alla domanda interna. Innanzitutto la stabilizzazione del bonus per l’efficientamento energetico (all’edilizia civile è associabile il 40% dei consumi energetici) e la possibilità di cessione dei crediti d’imposta alle banche: un provvedimento che, senza alcun costo per lo Stato, è in grado di generare lavoro per due miliardi di euro.

Anche sulla messa in sicurezza del patrimonio edilizio CNA ha una sua proposta: in Italia sono circa 20 milioni gli edifici realizzati al di fuori della normativa antisismica. L’introduzione di un “fascicolo del fabbricato” potrebbe essere utile per passare da una logica di gestione delle emergenze alla prevenzione, meno costosa e più intelligente.

Gli incontri in cui CNA ha presentato le proprie proposte sono stati  diffusi sui canali social: “è sull’accoglimento di queste ultime che gli imprenditori potranno scegliere chi votare”,  conclude Ligliani.

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