“Ricuciamo il tessuto sociale”: da Visso un appello per la ripartenza.

“Ricuciamo il tessuto sociale”: da Visso un appello per la ripartenza.

Come spesso accade, le migliori idee nascono da una necessità forte, sovente dal basso, ma mai per caso. Tra queste possiamo annoverare quella del gruppo che da sabato scorso ha deciso di chiamarsi “L’abbraccio di Visso e dintorni”.

“Dopo il terremoto che più di 2 anni fa ha distrutto Visso – ci scrive Francesca Angelini, artigiana della lana di Perugia e volontaria dell’associazione Coraggio – si è insinuata la paura che niente cambierà. La tristezza più grande è percepire che il tessuto sociale si è frantumato. Se pochissimo possiamo fare per gli edifici, molto possiamo fare per far sentire meno sole le persone”. Così tra il tintinnio degli uncinetti e dei ferri che lavorano le lane, un clima rasserenato dall’amabile compagnia e un buon caffè, Francesca ed alcune signore di Visso hanno avuto l’idea di dedicare un po’ del loro tempo alla realizzazione di coperte. Le prime 60 sono state già destinate in dono ai pazienti del reparto di dialisi del vicino ospedale di Tolentino, ma da questa sperimentazione si è subito intuito che il modello poteva esser messo a sistema. Per tagliare i costi si è pensato di partire dagli scarti di produzione di maglifici ed aziende tessili locali, per produrne di più di allargare la partecipazione ad altre ragazze, per promuovere l’idea di trovare testimonial ed esperti sul territorio.

In poco tempo tutti i tasselli sono stati composti e sabato scorso questo bellissimo progetto è stato presentato dalla Compagnia dei Maestri Artigiani di Visso insieme con Loro Piana, CNA Federmoda, Filiaggi spa, Marco Antonini (Presidente del Consorzio ARIANNE dell’Università di Camerino), Francesca Angelini e la sua Associazione Coraggio.

Quell’idea nata da un informale brainstorming, è destinata così a diventare un esempio di processo virtuoso che chiede materiali di scarto e restituisce, con generosità e senza troppi calcoli, un prodotto di assoluta qualità.

CNA Macerata si impegnerà, oltre che a promuovere il progetto nella sua rete di partner del settore, a rilanciare l’appello per la donazione di filati di lana, cotone, bottoni, stoffe, imbottiture, trine, passamaneria, chiusure lampo, fili e tutto ciò che può essere utile per far tornare un sorriso e per ricucire un altro scampolo di tessuto sociale.

Chi fosse interessato, può chiamare  la CNA al n.0733.27951 o scrivere una mail all’indirizzo info@mc.cna.it perché l’insegnamento di questo progetto è che volontariato, solidarietà e beneficienza producono effetti benefici sia per chi li riceve che per chi li fa.

il gruppo di volontari
Il gruppo di volontari

 

Un momento della presentazione

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