RICOSTRUZIONE E SVILUPPO: LE PROPOSTE DELLA CNA DI MACERATA AL SOTTOSEGRETARIO SENATORE VITO CLAUDIO CRIMI

RICOSTRUZIONE E SVILUPPO: LE PROPOSTE DELLA CNA DI MACERATA AL SOTTOSEGRETARIO SENATORE VITO CLAUDIO CRIMI

La CNA di Macerata, con la delegazione composta dal presidente Giorgio Ligliani , il direttore Luciano Ramadori, la responsabile sportello Sisma Michela Rossi , il responsabile ufficio credito Massimiliano Moriconi ed il responsabile Centro Studi CNA Regionale Giovanni Dini ha partecipato all’incontro di Camerino di martedì 22 gennaio con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Senatore Vito Claudio Crimi ed il commissario alla Ricostruzione Commissario Straordinario alla Ricostruzione prof. Piero Farabollini .
Il Presidente Ligliani ha rimarcato il lavoro della CNA di concerto con le altre associazioni di categoria e gli ordini della provincia di Macerata per produrre documenti con proposte utili al Governo per sveltire le pratiche inerenti la Ricostruzione e sostenere lo sviluppo delle aree pesantemente colpite dal sisma.
Di seguito riportiamo un estratto delle proposte presentate al Sottosegretario Crimi :

Intervento del Presidente Giorgio Ligliani
Intervento del Presidente Giorgio Ligliani

 

– La CNA delle Marche ha sottoscritto il Patto per la Ricostruzione e lo Sviluppo della Regione Marche presentato il 10 dicembre 2018 di cui condivide l’impianto, le metodologie e le indicazioni. Rispetto al quale, peraltro, ritiene di dover richiedere maggior sottolineatura alle attività di ricostruzione delle aree colpite nella convinzione che una maggiore celerità nell’esecuzione delle opere trascinerebbe più incisivamente la ripresa economica e la ripresa dell’attrattività delle aree colpite. Una più spedita attività di ricostruzione consentirà di impedire che si allentino ulteriormente i legami tra i cittadini e i loro territori e che le imprese agricole, manifatturiere e di servizio a famiglie e persone rimaste sul territorio siano indotte ad abbandonare l’attività come è successo a troppe tra esse.

– Si ribadisce la condivisione del documento sottoscritto dalle Associazioni di categoria, degli ordini professionali in merito alla ZES (zona economica speciale);

– Proponiamo di estendere il beneficio di cui ai commi 273/274 dell’art. 1 della Legge 145 del 30/12/2018 (Opzione per l’imposta sostitutiva sui redditi delle persone fisiche titolari di redditi da pensione di fonte estera che trasferiscono la propria residenza fiscale nel Mezzogiorno) ai comuni del cratere con le stesse limitazioni delle regioni del mezzogiorno, in modo da poter programmare la ricostruzione dei centri storici “a misura di anziano” (teleassistenza, domotica, ricostruzione aree socializzazione ecc.). Costruzione di un’economia dell’assistenza e formazione di competenze giovanili nel settore, che deve essere considerato come una possibilità occupazionale.
– Si ritiene necessario uniformare le agevolazioni previste dalla Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia. Positiva è stata l’estensione temporale dell’agevolazione anche se la durata complessiva della ZFU rimane comunque troppo ristretta soprattutto se paragonata alle altre ZFU istituite nel territorio italiano. E’ necessario, inoltre, un intervento normativo che renda omogenei e razionali i benefici previsti relativi all’esonero contributivo per gli artigiani ed i commercianti, oggi differenziati “ingiustificatamente” tra titolari di imprese individuali e soci e tra imprese domiciliate nel “primo” cratere rispetto a quelle domiciliate nel “secondo”.

– Occorre aumentare e soprattutto stabilizzare l’organico destinato agli Uffici Speciali per la Ricostruzione (USR) in modo da garantire competenza e continuità (non è immaginabile fare la ricostruzione con tecnici e progettisti precari). Si stanno già rilevando le difficoltà legate alla pubblicazione delle imprese coinvolte nella ricostruzione ai portali ministeriali di controllo. Tempi di aggiornamento delle registrazioni delle imprese con attese fino a 8/9 mesi.

– Sopprimere l’incompatibilità (per i 3 anni previsti dal DL 189) per il direttore dei lavori rispetto all’impresa aggiudicataria, o limitarne la valenza, stringendo la fascia temporale al solo anno in corso.

– Rivolgere particolare attenzione al problema degli alloggi degli addetti alla ricostruzione, che sin d’ora – a ricostruzione partita in minima parte – si presenta come spinoso e che sarà destinato a diventare più drammatico. Si potrebbe prevedere la ricognizione delle seconde case a disposizione e delle eventuali SAE che si liberano a seguito del completamento delle opere di ristrutturazione dei danni lievi, e organizzare una gestione informatica della domanda/offerta attraverso strumenti telematici.

– Favorire negli appalti pubblici le imprese locali e regionali, poiché sicuramente trasparenti, logisticamente più vicine, a conoscenza di tecniche e materiali locali, maggiormente attrezzate rispetto alla montuosità dei luoghi. Utilizzare il criterio dell’offerta più vantaggiosa anziché il massimo ribasso negli appalti, non solo per appalti sopra 1 milione di €. Assunzione di responsabilità e di decisione da parte di Regione e Enti locali negli appalti pubblici, anche attraverso strutture regionali (Erap, Suam), fermo restando il ruolo formale di Invitalia.

– Aumentare la soglia del sub-appalto, anche fino al 50%, in virtù della sempre maggiore incidenza dei costi relativi agli impianti.

– Prevedere investimenti per l’impianto della BANDA ULTRALARGA quale condizione infrastrutturale di base per l’area.

– Prevedere investimenti a sostegno della MOBILITA’ delle persone e delle cose (ferrovie, autobus extraurbani).

Nella foto Giorgio Ligliani Presidente CNA Macerata e il Senatore
Nella foto Giorgio Ligliani Presidente CNA Macerata e il Senatore Vito Claudio Crimi

 

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