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PROGETTO RETI D'IMPRESA CNA
      
1- PREMESSA
Partendo dal dato fattuale, cioe' che tutte le produzioni di beni avvengono all'interno di una collaborazione tra imprese, fortemente specializzate, sia nel campo manifatturiero che nei servizi , mediante relazioni forti nei contenuti ma flessibili nelle forme, si puo' correttamente affermare come queste si sviluppino in un sistema di rete, sia a livello internazionale, nazionale e con maggiore incisivita' a livello locale.
La crescita di questo nuovo modo di produrre e' stato fortemente implementato dall'irrompere delle tecnologie informatiche, dalla logistica, dalle conoscenze e dall'integrazione dei mercati.
Il sopraggiungere della crisi economica ha provocato una forte discussione sulla validita' del sistema industriale italiano, sviluppatosi a partire dagli anni ottanta, che ha portato alcuni economisti ad individuare limiti nel sistema derivati dalla presenza di innumerevoli piccole imprese.
L'analisi citata sul punto si e' limitata a cogliere la composizione strutturale delle singole imprese senza riflettere su un dato essenziale: la grandezza delle imprese deve essere definita sulla base delle relazione che si stabiliscono all'interno della rete.
Cio' che maggiormente sorprende e' la mancanza di indicazione di proposte alternative al sistema industriale di produzione che si e' affermato nel corso degli anni.
La crisi impone una attenta analisi nella ricerca di nuove forme e processi organizzativi capaci di imprimere maggiore produttivita' e qualita' dei beni prodotti salvaguardando le caratteristiche delle filiere, segno distintivo del made in italy.
Le chiavi del successo saranno legate a due fattori: il rispetto dell'informalita' e della destrutturazione formale, l'aumento delle interdipendenze tra imprese attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie e nuovi modelli organizzativi.
L'informalita' consente di mantenere intatto il DNA strutturale di questo tessuto economico, fatto di tanti piccoli imprenditori-artigiani in grado di raggiungere elevati livelli di flessibilita' produttiva.
E' l'approccio culturale a questo importante fenomeno economico che va ripensato, nelle sue componenti esogene ed endogene, in un quadro di strategia industriale definita con un patto tra produttori volto al raggiungimento di una maggiore produttivita', efficienza e qualita'.
Patto da condividere con tutti gli altri attori privati e pubblici i quali dovranno concentrare le politiche volte al potenziamento della filiera, in termini di formazione, ricerca innovazione tecnologica, accesso al credito, fisco ecc.
Dall'esterno, dobbiamo preoccuparci di come la comunita' vede la filiera: questa e' un insieme informale ma organizzato di imprese che lavorano ad un obiettivo che e' comune.
Non piu' dunque una serie di piccoli satelliti al servizio di imprese piu' grandi, con il solo scopo di costituire un sistema di outsourcing che, dall'oggi al domani, puo' essere trasferito in altri territori.
2- OBIETTIVI DEL PROGETTO
Rafforzare i legami tra le imprese all'interno delle filiere mediante un processo in cui i rapporti, le collaborazioni siano sempre piu' improntate da relazioni formali che si implementano mediante l'utilizzo di nuove tecnologie e nuovi modelli organizzativi, "reti d'impresa", in un quadro di rinnovata autonomia delle imprese che ne esaltano le capacita' imprenditoriali.
Quanto espresso nell'obiettivo generale puo' essere declinato nei seguenti sub-obiettivi, che il progetto intende perseguire e raggiungere:
  1. Stimolare le micro e piccole imprese del territorio ad aumentare il livello degli investimenti innovativi, operando sia sotto il profilo della formalizzazione (evitare alti livelli di incompletezza contrattuale), sia sotto il profilo della valorizzazione dei punti di forza della organizzazione a rete (frequenza delle relazioni basate, soprattutto, sulla fiducia e relazioni che, combinandosi tra di loro, possono generare effetti cumulativi con capacita' di autorinforzo .
  2. Incrementare la divisione del lavoro innovativo, generando, mediante un'attivita' di coordinamento delle attivita' ad alto contenuto di innovazione, le condizioni favorevoli alla specializzazione del lavoro innovativo.
  3. Ridurre le circostanze che inducono molte imprese a duplicare gli investimenti. In tal senso, la struttura reticolare consente di raggiungere guadagni considerevoli in termini di recupero di efficienza a causa sia di una migliore divisione del lavoro innovativo, che riduce la duplicazione e l'eccesso di investimenti, sia mediante una piu' veloce circolazione delle informazioni (spillover), che puo' essere acquisita attraverso il coordinamento con altre imprese appartenenti alla stessa rete.
  4. Combinare le risorse - materiali ed intellettuali - complementari. In particolare, le strategie di collaborazione da attivare all'interno delle reti potranno offrire un vantaggio in termini di flessibilita' nel fronteggiare la rapidita' e la complessita' del cambiamento tecnologico rispetto ad altre modalita' organizzative, quali concentrazioni, acquisizioni ed altre forme di integrazione che richiedono piu' elevati livelli di investimento.
In generale, per poter concretizzare gli obiettivi sopra esposti si renderanno necessarie differenti iniziative di aggregazione di imprese, partendo da interessi ben individuati dagli imprenditori. Questi ultimi, svolgeranno un ruolo centrale se si riuscira' a mettere in campo iniziative su vasta scala, ben organizzate, con la finalita' di superare resistenze derivanti da una forte mentalita' individualistica, chiusa alle novita', attraverso un impegno culturale che parli al futuro.
3- LE AZIONI
Diffondere la cultura della rete
  • Organizzare cinque short conference dinamiche (breve introduzione da parte di un esperto o di un rappresentante di una rete e successivo spazio lasciato alle domande ed alle risposte) dislocate nei Comuni piu' importanti, Macerata, Civitanova Marche, Recanati, Castelraimondo, Cingoli ai quali saranno invitati tutti gli artigiani e le piccole imprese.
  • Produrre materiale informativo a supporto dei seminari per formare gli imprenditori sui vantaggio collegati allo sviluppo delle reti
  • Dedicare una pagina web iterattiva (possibilita' di effettuare download di documenti - il materiale informativo di cui al punto precedente -, di partecipare a forum e di rispondere a questionari on line) sul sito Cna Macerata al tema delle reti di impresa.
Raccogliere le adesioni
  • disporre una scheda da postare sul sito web e da utilizzare per rilevare i dati aziendali e in particolare le intenzioni degli imprenditori interessati al progetto per la costituzione delle reti. Inoltre, saranno selezionati i settori le tipologie delle reti sulla base degli interessi espressi. I dati raccolti potranno essere utilizzati dai soggetti pubblici e privati della nostra provincia per favorire la costituzione delle reti.
4- LA STRUTTURA TECNICA
- Il progetto sara' organizzato in collaborazione con la "LIVE srl" spin-off dell'Universita' Politecnica delle marche.
- Comitato tecnico scientifico cosi' composto: Prof. Gian Luca Gregari che assume la responsabilita' del coordinamento, dal Prof. Silvio Cardinali e dal Prof. Giovanni Ciafre'. Il comitato avra' la responsabilita' di certificare l'avanzamento degli obiettivi dichiarati nel progetto.
- Comitato esecutivo così composto: Prof. Giovanni Ciafre' che assume la responsabilita' del coordinamento, dal Dott. David Cherubini esperto in consulenza aziendale, dal Dott. Massimiliano Moriconi esperto in consulenza finanziaria, dal Sig. Luigi Silenzi esperto in reti d'impresa, dal Sig. Luciano Ramadori esperto sindacale, da due esperti di rilevazione ed elaborazione dati.
5- TEMPI DI REALIZZAZIONE
Da settembre a dicembre 2009
- Settembre: realizzazione pagine web dedicate al progetto
- Settembre – 1 settimana di Ottobre: contatto docenti ed esperti e raccolta del materiale didattico
- Ottobre- 2^ settimana di Novembre: realizzazione short conference
3 settimana di Novembre 1^ 2^ settimana di Dicembre


CNA Macerata
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