Il paraciclismo a Corridonia lascia una comunità migliore

Il paraciclismo a Corridonia lascia una comunità migliore

Spenti i riflettori sulla Coppa del mondo di paraciclismo, rimangono le tante emozioni che resteranno impresse in chiunque abbia avuto la fortuna di partecipare, come atleta o come semplice spettatore.

Per quattro giorni gli atleti si sono affrontati nelle diverse prove sui circuiti cittadini con tutto il loro impegno, dando vita ad un vero spettacolo sia sotto il profilo agonistico che nel colpo d’occhio offerto agli spettatori. La sofferenza nel volto degli atleti alle prese con le ripide salite verso il centro storico e la straordinaria spregiudicatezza nell’affrontare le discese in uscita hanno lasciato a bocca aperta il numeroso pubblico presente. Il “curvone CNA”, così ribattezzato dai tecnici l’incrocio tra via 4 novembre e viale Italia che portava alla volata finale dell’arrivo, ha visto sfrecciare decine di ciclisti al limite della velocità massima consentita dalla pericolosa curva a gomito.

Gli organizzatori non possono che essere più che soddisfatti sia del loro impeccabile lavoro sia dalla straordinaria partecipazione del pubblico. Un vero successo da ogni punto di vista, una imponente partecipazione numerica in tutte le giornate delle gare ed un tifo che non è mai mancato per ciascuno degli atleti; tutti accompagnati ad ogni passaggio con applausi e grida di incoraggiamento. Tante le famiglie presenti che hanno voluto far vedere ai propri figli come nella vita non ci si deve arrendere mai e come sia possibile raggiungere traguardi importanti anche quando si è apparentemente sfavoriti.

Un tifo speciale Corridonia l’ha voluto riservare al campione più famoso, Alex Zanardi, accompagnato con applausi in ogni suo spostamento dentro e fuori il circuito. Anche quando la transenna, proprio sul curvone CNA, si è aperta per farlo rientrare ai box dopo il ritiro dalla corsa categoria MH3 di sabato pomeriggio, Alex è stato applaudito mentre si scusava per non esser riuscito a portare a termine la gara. Lui, da gran campione, ha ricambiato sempre con sorrisi, autografi, foto, abbracci e due medaglie conquistate per la nostra nazionale.

Cala il sipario dunque su una manifestazione che si è presentata in punta di piedi, senza grosso clamore, quasi a non voler disturbare lo scorrere delle giornate nel nostro territorio ma che alla fine è riuscita a far compiere a tutti un passo in avanti verso l’accoglienza della diversità in tutte le sue forme.

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