LE NOSTRE AZIONI CONTRO SPLIT PAYMENT E REVERSE CHARGE

Per colpire l’evasione IVA, lo si fa a spese degli imprenditori che, lavorando con gli enti pubblici, nell’edilizia, nell’impiantistica, nelle pulizie ed in alcuni comparti della distribuzione organizzata, vedono maturare crediti IVA talmente alti che non è possibile compensare.
Reverse charge e split payment impongono una procedura burocratica onerosa per il rimborso dei crediti IVA che legittimamente spettano alle imprese e con tempi d’attesa troppo lunghi.

Rete Imprese Italia, di cui la CNA è parte, sostiene con forza che, dato che la fatturazione elettronica è stata introdotta proprio per combattere l’evasione dell’IVA, da marzo prossimo, con l’introduzione obbligatoria della fatturazione elettronica per tutte le operazioni con la P.A., lo split payment va abrogato; e che, inoltre, la scelta di adottare la fatturazione elettronica tra imprese deve escludere l’applicazione del reverse charge.

E’ per questo che Rete Imprese Italia chiede a Governo e Parlamento di intervenire subito.

Lo scorso giovedì 5 febbraio abbiamo pubblicato una pagina sul Sole 24 Ore per richiedere un urgente intervento correttivo ai due provvedimenti che stanno presentando alle imprese un conto difficilmente sostenibile.

Non è stata una iniziativa isolata, ma il frutto della volontà di rendere a tutti intellegibile la pressione che CNA e Rete Imprese Italia stanno esercitando nei confronti del Governo e del Parlamento per la modifica delle due disposizioni introdotte con l’ultima legge di stabilità, quali strumenti per la lotta all’evasione.
Fin dalla presentazione del disegno di legge di stabilità avevamo rilevato la pericolosità di un meccanismo che, per effetto dell’emissione di fatture senza l’addebito dell’IVA, avrebbe comportato l’insorgere di ingenti crediti IVA ed avevamo sollecitato la ricerca di una soluzione che ne consentisse l’immediato recupero senza imporre nuovi adempimenti di ordine burocratico.
Infatti, a decorrere dal 1° gennaio 2015, il “reverse charge” si applica tra l’altro alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici e dopo l’autorizzazione della Unione Europea sarà esteso anche alle cessioni di beni effettuate nei confronti della distribuzione organizzata. Lo “split payment” si applica, invece, a tutte le operazioni effettuate nei confronti di enti pubblici.

Quindi, tutte le imprese che non possono più incassare l’IVA sulle vendite finiscono per diventare creditori dell’imposta pagata sugli acquisti, le aziende sarebbero costrette a chiedere il rimborso che riceveranno solo dopo anni di attesa e se in grado di fornire adeguate fideiussioni. Abbiamo stimato il circa 4 miliardi annui la liquidità sottratta alle imprese che metterebbe a rischio l’equilibrio della gestione finanziaria.

Per colpire gli evasori si puniscono tutte le altre imprese che si comportano onestamente e correttamente. Una scelta contraria, oltre che al buon senso, anche all’impegno del Governo ad evitare che si accumulino ulteriori crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Per questo CNA ha chiesto con urgenza al Governo di correggere il tiro evitando di attaccare indiscriminatamente tutte le imprese per colpire gli evasori, utilizzando piuttosto al meglio le opportunità collegate alla diffusione delle fatturazione elettronica che a breve sarà obbligatoria per tutte le PA e il cui utilizzo tra i privati può essere incentivato

CNA Macerata
Partita Iva 01475080436
Via Zincone, 20 - 62100 Macerata
Tel: +39.0733.27951 Fax: +39.0733.279527

Dove siamo

Powered by
SIXTEMA SpA