DIECI GIORNI SENZA INTERNET, I PARADOSSI CHE FRENANO LO SVILUPPO NELLE AREE MONTANE

DIECI GIORNI SENZA INTERNET, I PARADOSSI CHE FRENANO LO SVILUPPO NELLE AREE MONTANE

DIECI GIORNI SENZA INTERNET, IL CASO DI UN’AZIENDA INFORMATICA DI MATELICA. TRA BANDA ULTRA LARGA E DIGITAL DIVIDE, I PARADOSSI CHE FRENANO LO SVILUPPO NELLE AREE MONTANE

Coprire tutto il territorio delle Marche con la banda ultralarga. E’questo l’obiettivo che si è dato la Regione Marche per il 2020, stanziando importanti risorse. Lo sforzo della Regione è quello di ridurre gli squilibri territoriali, con riferimento al digital divide delle zone collinari e montuose. Per il Piano telematico regionale, finalizzato a realizzare una grande autostrada telematica su tutto il territorio marchigiano, sono stati stanziati 45 milioni di euro. Un finanziamento per garantire a tutta la popolazione una possibilità di accesso pari a 20 Mega bit.
Tutto perfetto. Poi succede che a Matelica, comune del maceratese, il digital divide si fa sentire eccome. Con imprese costrette a rimanere senza Adsl e collegamento Internet per oltre dieci giorni. Se poi succede ad una società informatica, è evidente che qualcosa non funziona. “Noi” denuncia Patrizia Tiranti uno dei soci della Mpc Informatica, società che lavora nel settore Erp, enterprise resource planning, “sono oltre dieci giorni che siamo senza adsl e collegamento internet, nella nostra sede amministrativa, nonostante ripetute segnalazioni e richieste alla Tim. Nonostante l’interessamento anche del Sindaco di Matelica ad oggi siamo ancora isolati, con i danni economici e di immagine. Per fortuna abbiamo potuto seguire ugualmente la nostra clientela dalla sede operativa distaccata”.
Nata nel 1993, la Mpc fa consulenza informatica alle piccole e medie imprese su software, hardware e Itc. Inoltre garantisce ai clienti un supporto tecnico on line e la gestione della fatturazione elettronica. Per imprese con queste caratteristiche, restare per lungo tempo isolati, senza Adsl e Internet, rappresenta un digital divide enorme, che incide pesantemente sulla loro attività.
“Apprezziamo“ commenta il direttore della Cna territoriale di Macerata Luciano Ramadori “ lo sforzo della Regione Marche per digitalizzare con la banda larga e ultralarga tutto il territorio marchigiano, ma non possiamo non far notare che la nostra provincia è quella con la minor percentuale di progetti Fibra approvati con il 54,4 per cento. Peggio di noi solo Ancona con il 44,7, mentre a Pesaro Urbino i progetti approvati sono il 72,9 per cento, a Fermo il 62 ,5 e ad Ascoli Piceno si arriva all’81,9. Ad oggi sono solo sette i Comuni del maceratese con i cantieri per la Fibra avviati: Bolognola, Cassapalombo, Gualdo, Monte Cavallo, Monte San Martino, Pievebogliana, Visso. Se vogliamo aiutare a ripartire il sistema produttivo dell’area del cratere e dell’intero territorio maceratese, occorre accelerare gli interventi sulle infrastrutture immateriali, perché situazioni come quella denunciata dall’imprenditrice di Matelica, nel 2019 non possono succedere”.

Nella foto Patrizia Tiranti, associata CNA
Nella foto Patrizia Tiranti, associata CNA

 

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