CNA esprime forte insoddisfazione nei confronti del Decreto “Sblocca-Cantieri”.

CNA esprime forte insoddisfazione nei confronti del Decreto “Sblocca-Cantieri”.

Nella nota di Piazza Armellini si sottolineano gli aspetti critici e le conseguenze negative dell’atteso provvedimento per le piccole e medie imprese.

“Ci aspettavamo maggiore attenzione per le piccole imprese, che continuano a registrare notevoli difficoltà nell’accedere al mercato degli appalti pubblici. Ma nulla di tutto questo purtroppo si è realizzato. Al Codice degli Appalti sono state addirittura introdotte modifiche peggiorative rispetto a quelle inserite nell’ultima Legge di Bilancio.

Questo provvedimento non è in grado di imprimere la svolta attesa in un settore – quello delle costruzioni – da sempre traino dell’intera economia del nostro Paese, ma che nell’ultimo decennio ha sofferto una crisi molto pesante e, purtroppo, ancora densa di incognite. In particolare continuano a mancare interventi che possano favorire concretamente la suddivisione in lotti dei maxi -appalti e la valorizzazione delle imprese del territorio.

Il legislatore ha manifestato, inoltre, un atteggiamento schizofrenico, che ha disorientato tutti gli operatori. È il caso della riscrittura, per la quarta volta, dell’art. 36 del Codice Appalti, relativo ai contratti sotto soglia che, nell’ultima versione, ha anche eliminato il provvedimento adottato con la Legge di Bilancio 2019, che aveva innalzato a 150mila euro la soglia per l’affidamento diretto, salutato con grande favore dalle piccole imprese.

Ritornando sul tema della suddivisione in lotti, evidenziamo che troppi affidamenti continuano ad avvenire attraverso maxi gare con lotti di importo talmente elevato da escludere di fatto gli artigiani e le piccole imprese. Vanno, dunque, individuati anche strumenti per favorire la partecipazione di artigiani e piccole imprese locali al mercato degli appalti pubblici, garantendo quella vicinanza tra fornitore e Pubblica Amministrazione che agevola gli interventi di manutenzione e assistenza, accelerando la realizzazione di lavori e la fornitura di servizi.

C’è poi la questione dell’aumento del limite di utilizzo del subappalto al 50%. Una decisione che potrebbe premiare le imprese non sufficientemente organizzate, a discapito di quelle in grado di realizzare in proprio le opere commissionate e che non trasferiscono sulle imprese più piccole responsabilità e oneri di cui dovrebbe farsi carico l’aggiudicatario.

Infine, a nostro parere, occorre realizzare su scala provinciale, gli Osservatori degli appalti pubblici di beni e servizi, indispensabili per un attento monitoraggio della qualità, della sicurezza e del corretto svolgimento dei lavori sui territori”.

Nota di CNA nazionale.

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