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Ritardi nei pagamenti per la ricostruzione mettono il settore edile in ginocchio

Ritardi nei pagamenti per la ricostruzione mettono il settore edile in ginocchio

Affollata conferenza stampa quella che si è tenuta presso la Camera di Commercio di Macerata, forte la denuncia degli imprenditori edili: “Se non si provvede celermente siamo costretti a dare forfait”.

 

 “Assai pericolosa e delicata” così Michela Rossi responsabile CNA Costruzioni Macerata, descrive la situazione attuale del settore edile nella nostra provincia. “Non è più sostenibile aspettare un anno per incassare i lavori – prosegue la funzionaria CNA – di questo passo gli artigiani e le imprese impegnati nella ricostruzione leggera saranno costretti a rifiutare i lavori; è impossibile per queste realtà produttive autofinanziarsi per periodi così lunghi”.

Ndricim Popa, portavoce e presidente di CNA costruzioni Macerata, porta ad esempio la sua situazione: “devono pagarmi ancora metà di un lavoro consegnato a maggio 2018, non è giusto che noi dobbiamo attendere oltre 60 giorni solo per ricevere il bonifico quando tra privati bastano 48 ore. A San Severino, che conosco bene perché è la mia città – prosegue l’imprenditore – stanno lavorando solo due grandi imprese del posto ed una terza esterna, le altre, nonostante siano lavori alla loro portata, preferiscono star ferme. C’è il timore della beffa, cioè di fallire lavorando”.

Il messaggio alle istituzioni è quindi forte e chiaro, occorre un pronto intervento perché così la ricostruzione non può andare avanti.

CORSI DI FORMAZIONE OBBLIGATORI: SICUREZZA LAVORATORI. 4 e 11 MARZO A PORTO SANT’ELPIDIO

CORSI DI FORMAZIONE OBBLIGATORI: SICUREZZA LAVORATORI. 4 e 11 MARZO A PORTO SANT’ELPIDIO

La CNA organizza i CORSI di formazione OBBLIGATORIA PER TUTTI I LAVORATORI. Informiamo che i corsi di formazione sono obbligatori in base al D.Lgs81/08 e secondo i contenuti dell’ACCORDO STATO-REGIONI DEL 21/12/2011, la mancata formazione comporta sanzioni da parte degli organi ispettivi.

SICUREZZA LAVORATORI

Date:
04/03/2019
11/03/2019

Inizio ore: 09,00

Sede del corso: SALA FORMAZIONE SEDE CNA DI PORTO SANT’ELPIDIO, c/o Villa Baruchello via Belvedere n.20

Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 25 FEBBRAIO 2019 e il suddetto corso avrà luogo al raggiungimento di un  numero minimo di partecipanti, altrimenti le date potranno subire variazioni.

INFO: formazione@cnafermo.it oppure contatta la CNA Work di Porto Sant’Elpidio, sede di Villa Baruchello: 0734/992746, ref. Andrea Caranfa, Nicolas Baldini, formazione@cnafermo.it

Civitanova: CNA chiede una tassa rifiuti più equa

Civitanova: CNA chiede una tassa rifiuti più equa

Una delegazione di CNA ha incontrato l’amministrazione comunale di Civitanova Marche per chiedere modifiche nella definizione della tariffa per gli artigiani.

Una delegazione di CNA, composta da Clotilde Beddini responsabile della sede di Civitanova Marche e dal presidente zonale Carlo D’Angelo, ha incontrato l’amministrazione comunale con alcune proposte concrete finalizzate ad una nuova e migliore definizione della TARI per le attività manifatturiere.

La proposta, presentata all’assessore Fausto Troiani, ha come primo obiettivo quello di migliorare il sistema di raccolta: i delegati CNA hanno quindi chiesto che fosse il Cosmari il soggetto incaricato della raccolta dei rifiuti speciali assimilati agli urbani.

Questo provvedimento eviterebbe la frammentazione nella raccolta di questa tipologia di rifiuti e, allo stesso tempo, ridurrebbe i costi di smaltimento per l’impresa.

Agli imprenditori che volessero continuare a smaltire rifiuti tramite ditte private, con una piccola modifica al regolamento, si potrebbero riconoscere agevolazioni o almeno sconti sulla tariffa calcolati sulla base dei reali conferimenti effettuati.

L’Amministrazione comunale di Civitanova si è detta favorevole ad accogliere le proposte e ad eliminare tutte le disparità che possono essersi create tra le diverse categorie. L’assessore, inoltre, si è impegnato a coinvolgere le associazioni di categoria nel tavolo che porterà al ricalcolo della tassa dei rifiuti, riforma annunciata per l’anno prossimo.

BREXIT, tutti i rischi per l’export marchigiano

BREXIT, tutti i rischi per l’export marchigiano

Secondo CNA Marche, la bilancia commerciale delle imprese marchigiane verso la Gran Bretagna è positiva per 329,2 milioni di euro nei primi nove mesi del 2018, ma è in calo del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Trecentoventinove milioni di euro, è questo il saldo positivo della bilancia commerciale tra le Marche e la Gran Bretagna nei primi nove mesi del 2018. Numeri che verrebbero fortemente ridimensionati da una uscita della Gran Bretagna dalla Ue che comporti anche l’uscita dal Mercato Comune. Lo afferma la Cna Marche che ha elaborato i dati Istat dell’import export tra Marche e Gran Bretagna relativi ai primo nove mesi del 2018. In Gran Bretagna tra gennaio e settembre abbiamo esportato   merci per 388,6 milioni di euro conto un import di 59,4 milioni di euro. Per quanto riguarda i soli prodotti manifatturieri, l’export è stato di 381,3 milioni di euro e le importazioni di 50 milioni di euro.

Si tenga conto del fatto che il Regno Unito è da due anni al quinto posto tra i Paesi importatori di manufatti marchigiani, dopo Germania, Francia, Belgio, Stati Uniti e Spagna. Tre anni fa era al quarto posto. Nella classifica dei Paesi da cui le Marche importano manufatti, invece, il Regno Unito è solo al 20° posto (secondo i dati dei primi nove mesi 2018): ciò significa che mentre il mercato finale dell’United Kingdom è tra i primi per importanza per la nostra regione, invece per i nostri approvvigionamenti di prodotti finiti, semilavorati, componenti e particolari, l’UK riveste un’importanza trascurabile.

Ma quali sono i prodotti che esportiamo di più nel Regno Unito? In primo luogo i prodotti della moda (91 milioni di export; il comparto è al primo posto dell’export marchigiano verso l’UK da anni) e poi, non troppo indietro, macchinari e apparecchiature (74 milioni esportati nei primi nove mesi del 2018) e poi elettrodomestici (apparecchi elettrici: quasi 52 milioni di export).

“Se ne ricava” secondo la Cna Marche “un quadro abbastanza chiaro di cosa può riservare per l’economia marchigiana una soluzione “no deal” (senza un accordo soddisfacente per le parti) dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea: le transazioni tra le Marche e il Regno Unito potrebbero soffrirne in misura rilevante e la nostra regione potrebbe perdere una componente importante della propria capacità di creare ricchezza e valore aggiunto: una diminuzione delle esportazioni marchigiane verso il Regno Unito è già in corso (tra i primi nove mesi 2017 e i primi nove mesi 2018 il calo è del -4,1%, che cresce al -7,6% per il saldo, peraltro ancora fortemente positivo)     ma potrebbe aggravarsi per effetto del deprezzamento della sterlina nei confronti dell’euro nel caso di una Brexit senza accordo. Il deprezzamento della valuta inglese deprimerebbe fortemente le nostre esportazioni, specie quelle della moda e degli elettrodomestici, più sensibili ai mutamenti di prezzo”.

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