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Tutta la CNA festeggia Tilde

Tutta la CNA festeggia Tilde

Non è retorica parlare di “grande famiglia” quando per salutare la collega che va in pensione accorrono da tutti gli uffici periferici. Clotilde Beddini, per tutti Tilde, colonna storica della CNA Civitanovese, ha raggiunto il meritato riposo dal lavoro (e siamo certi che lei i conti li ha fatti bene) e nessuno dei suoi colleghi è voluto mancare alla festa di congedo. Sempre disponibile con consigli preziosi, profonda conoscitrice di tutte le dinamiche legate alle sue mansioni, a nome di tutta la CNA Macerata il Direttore Luciano Ramadori ha voluto consegnare a Tilde una targa ricordo “Con infinita stima e riconoscenza”.

la targa dei colleghi
la targa dei colleghi
Le coperte di Visso a RisorgiMarche

Le coperte di Visso a RisorgiMarche

Neri Marcoré accoglie le signore dell’associazione “L’abbraccio di Visso e dintorni” nella tappa finale dell’edizione 2019 di RisorgiMarche a Macereto. L’iniziativa di solidarietà che ha visto CNA Macerata tra i partner propulsivi, è stata presentata nel migliore dei modi dall’ideatore della kermesse canora itinerante che non ha risparmiato complimenti per chi si adopera per la ripartenza post-sisma con una secca stoccata invece ai delatori di RisorgiMarche: “Una bellissima iniziativa portata avanti dalla società civile. Si può ripartire in tanti modi diversi,  non ci sono limitazioni – ha detto Marcoré – a noi piacciono le persone che propongono e fanno le cose piuttosto di quelli che dicono ‘ci vuole ben altro’, se avete idea di fare ‘ben altro’ fatelo, altrimenti meglio stare zitti”.

Francesca Angelini ha ringraziato CNA Macerata, fautrice del contatto con Marcoré, sottolineando la finalità del progetto: “Realizzare le coperte ci permette di stare nuovamente insieme e tentare di ricucire le ferite al tessuto sociale causate dal terremoto. La materia prima ci viene donata e noi doniamo le coperte a chi ne ha bisogno. Insieme si può tutto!”.

lo staff di CNA con Vinicio Capossela
lo staff di CNA con Vinicio Capossela

 

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Contributi per “danni indiretti del sisma”: il MISE sopprime il tetto massimo del 30%

Contributi per “danni indiretti del sisma”: il MISE sopprime il tetto massimo del 30%

Nello scorso mese di giugno, la Regione Marche pubblicava la graduatoria relativa ai contributi di cui al D.L. 189/2016 convertito in Legge 299/2016 – art. 20 bis, meglio conosciuto come “Danno indiretto”. Il bando regionale, uscito più di un anno fa grazie ai fondi del Ministro dello Sviluppo Economico dell’11 agosto 2017, aveva la finalità di aiutare attraverso il riconoscimento di un contributo le imprese del sisma che avessero subito considerevoli cali di fatturato, anche indirettamente causati dal sisma. Alle oltre mille imprese beneficiarie la Regione riconosceva un ristoro equivalente al 30% del calo registrato e documentato.
Data la maggior disponibilità di fondi rispetto alle richieste pervenute, il MISE con un decreto del 6 giugno pubblicato in questi giorni in Gazzetta Ufficiale, autorizza ad una modifica espansiva dei parametri previsti.

Il decreto permette quindi alle imprese beneficiarie che non hanno ancora sostenuto i costi di produzione nel biennio 2017/2018 di poterli sostenere nel biennio 2019/2020, di poter cumulare le agevolazioni del presente decreto con qualsiasi altra agevolazione pubblica concessa per i medesimi costi della produzione e, soprattutto, in virtù della soppressione del valore del massimale pari al 30%, di poter incrementare il contributo concesso. Nella nota informativa sulla questione che la Regione ha inviato a tutti i beneficiari, si specifica ovviamente che l’incremento automatico del contributo (non occorre presentare ulteriore documentazione) resta sempre in rapporto alla reale disponibilità dei fondi e sempre nel limite massimo di € 50.000,00.

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Graduatoria Danno indiretto sisma

Bando regionale Danno indiretto

Macerata: cultura e turismo viaggiano in bici

Macerata: cultura e turismo viaggiano in bici

Snocciolando i dati presentati dal Centro Studi CNA delle Marche, balzano all’attenzione gli ottimi risultati economici della nostra provincia sul turismo e sui “consumi” culturali che siamo riusciti a produrre. Tutta la regione Marche registra, in verità, un notevole aumento degli introiti dovuti al turismo con i 2 miliardi e 20 milioni di euro incassati nel 2018. Una ripresa non facilmente prevedibile dopo il periodo, relativamente breve, della fuga dal sisma che ha fatto scendere ai minimi storici tutti gli indicatori del sistema turistico marchigiano. Tra le strategie di comunicazione più efficaci, troviamo certamente l’aver puntato sul Cluster bike; su quel complesso sistema, cioè, che vede come centrale il turismo legato alla bicicletta. Sembra, infatti, che tutti gli investimenti in nuove infrastrutture compatibili per le bici e soprattutto la promozione dei nostri territori come ospitali e particolarmente attraenti per gli appassionati del pedale, abbia immediatamente dato i suoi primi frutti. In realtà, sopratutto per le infrastrutture ciclabili, molte sono ancora sulla carta e per ora sono state sufficienti le strade con poco traffico già esistenti.

Non bisogna però cullarsi sugli allori, anche se parliamo di mobilità lenta occorre fare in fretta il passo successivo e passare alla fase culturalmente più delicata: dotare tutte le strutture ricettive di quegli accorgimenti minimi richiesti per ospitare i turisti-bikers. Se ne è parlato diffusamente nell’incontro che CNA Macerata ha organizzato a Camerino insieme con Chiara Ercoli, project manager del progetto Marche Outdoor. Mentre gli esperti CNA hanno illustrato le opportunità di contributo per finanziare interventi di sviluppo nelle strutture ricettive, la dottoressa Ercoli ha indicato tutti gli accorgimenti di cui le nostre strutture dovranno al più presto dotarsi. Dalla semplice rastrelliera a dei ricoveri sicuri per le costose bici (“tengono più alla bici che alle loro mogli” si è detto), dal servizio di lavanderia rapida ad una attrezzata officina per le riparazioni.

Quello della bici, inoltre, è essenzialmente turismo esperenziale (si veda su questo tema il progetto CNA“Homo Faber, di bottega in bottega nelle Marche del saper fare”) e quindi non deve assolutamente mancare il collegamento con il mondo artigiano. Le botteghe artigiane e le aziende agricole dovranno quindi proporre ai nordici bikers attività inconsuete e affascinanti, fargli sporcare le mani ed infine premiarli con un assaggio dei nostri migliori prodotti. Ciauscolo al posto delle barrette energetiche e succo di more, quando non vino rosso, in sostituzione dell’insipido gatorade; è questa l’originalità apprezzatissima della nostra proposta, spiazzare il turista con tutto ciò che non si aspetta e che per noi è sana abitudine da generazioni.

Ora che i dati quantitativi delle presenze iniziano a dare un senso ai nostri sforzi, cerchiamo di alzare la qualità delle nostre proposte e di mettere nel paniere che il turista porterà a casa tutto ciò che possiamo e che ci riesce meglio, usiamo tutta la nostra creatività.

In questo senso, possono venirci utili ancora una volta le cifre evidenziate dal Centro Studi CNA delle Marche: “Nella nostra regione oltre la metà della spesa turistica lo scorso anno è stata attivata dal sistema produttivo culturale e creativo. Se i turisti hanno lasciato nelle Marche 2 miliardi e 20 milioni di euro, ben il 51,2 per cento, pari a 1 miliardo e 34 milioni di euro, è stato speso in attività legate alle imprese culturali e creative. Dall’architettura al design, dal cinema alla danza, passando per libri e media il settore dell’economia regionale che attiva spesa turistica attraverso la cultura, è sul podio nazionale, seconda solo al Friuli. Tra le province marchigiane, quella dove il sistema produttivo, culturale e creativo incide di più sulla spesa turistica, è Macerata, che si classifica al sesto posto in Italia. Le imprese creative e culturali sono l’elemento fondante della capacità di attrarre turisti nella nostra regione. Non solo i Comuni più grandi e le città d’arte, ma anche molti piccoli centri si caratterizzano per l’offerta legata al paesaggio e a un patrimonio diffuso di arte e cultura nel quale un ruolo importante è ricoperto dall’artigianato artistico  e dalle piccole imprese creative e culturali. Queste ultime nel 2018 hanno prodotto un valore aggiunto di 2,2 miliardi di euro pari al 6% dei 37,4 miliardi prodotti dall’economia delle regione. Ancona è la provincia marchigiana dove il sistema produttivo e culturale produce più valore aggiunto (6,8 per cento) piazzandosi all’ottavo posto tra le province italiane. Nelle prime venti province troviamo anche Macerata (6,2) e Pesaro Urbino (5,8). La cultura nelle Marche crea lavoro: gli occupati nelle imprese culturali e creative sono 41.900 pari al 6,4% del totale. In questo caso è Macerata a primeggiare nella regione con il 7,1% di addetti”.

incontro pubblico a Camerino
l’incontro pubblico di CNA a Camerino
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