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Automotive: CNA e Quattroruote lanciano “Set Up”

Automotive: CNA e Quattroruote lanciano “Set Up”

Sostenere il settore dell’autoriparazione nella rivoluzione della mobilità. E’ l’obiettivo di “Set Up, passione per il futuro”, il progetto innovativo promosso da CNA insieme a Quattroruote Professional presentato a Roma presso la sede della Confederazione. La novità di Set Up è la capacità di offrire soluzioni mirate a ogni impresa. La diffusione delle auto elettriche, il car sharing, i veicoli a guida autonoma rappresentano una grande sfida anche per il settore dell’autoriparazione che dovrà rapidamente adeguarsi. Il progetto firmato da CNA e Quattroruote prevede una innovativa metodologia per fornire a ogni impresa uno specifico kit di attrezzi per rispondere all’evoluzione del mercato.

“La spesa per l’auto pesa per il 20% sul portafoglio degli italiani – ha sottolineato il direttore della divisione economica di CNA Claudio Giovine – c’è un mondo importante della nostra economia che sarà travolto da un cambiamento epocale. CNA ha a cuore la continuità delle imprese per poter affrontare i cambiamenti in maniera consapevole. E siamo contenti di avere al fianco in questo progetto un partner qualificato per accompagnare i nostri associati”.

“La novità di Set up è la specificità – ha indicato Fabio Uglietti, marketing service&delivery director di Quattroruote Professional – in passato si è sempre lavorato su profili generici, ora invece con questo sistema si individuano profili simili tra gli operatori del settore ai quali offrire un kit di soluzioni assolutamente personalizzato.”

“Le nuove tecnologie hanno costi importanti e le aziende dovranno sopportarle – ha dichiarato il presidente di Unione Servizi alla comunità di CNA Franco Mingozzi – il comparto auto riparativo dovrà essere sempre più polifunzionale. E il progetto Set up va in questa direzione”.

Richiedi maggiori informazioni negli uffici CNA.

L’Europa aiuta Airbus e gli USA raddoppiano i dazi all’Italia

L’Europa aiuta Airbus e gli USA raddoppiano i dazi all’Italia

Una strana ritorsione quella del Presidente Trump nei confronti del settore agroalimentare, e quindi dell’Italia, in risposta ai sussidi UE al consorzio Airbus che nulla ha a che fare col nostro Paese. Ricordiamo, infatti, che Airbus è un’azienda di diritto europea che opera nel settore aerospaziale e della difesa, composta da società tedesche , francesi  e spagnole.

La contromossa USA è stata annunciata in nuovi dazi per un totale di 8 miliardi nei confronti dei prodotti europei che investirebbe in pieno l’export agroalimentare italiano negli Stati Uniti, un business da circa 5 miliardi di dollari l’anno. Per i nostri prodotti su quel mercato, che pesa circa il 10% del totale export, significherebbe un raddoppio dei costi. Sarà un’occasione per valutare quanto siano buongustai i consumatori americani, sicuramente italo-americani, tanto da continuare a preferire il nostro Parmigiano rispetto allo scadente parmesan canadese o ad altre imitazioni targate USA.

Per le imprese maceratesi interessate, dei settori vinicoli e dell’olio di oliva, ma per tutto il reparto agroalimentare Made in Italy, il Presidente CNA Giorgio Ligliani auspica che “il Premier Conte approfitti della visita a Roma del Segretario di Stato americano Mike Pompeo per chiedere che vengano tolti alcuni prodotti della filiera agroalimentare dalla lista dei dazi a cominciare dall’olio di oliva, dal vino, al parmigiano. Dal canto suo – prosegue Ligliani – l’Europa non può esser messa in scacco da questi tentativi espliciti di creare contrapposizioni interne tra Paesi membri; è necessario che provveda l’UE a controbilanciare le eventuali perdite ove queste vengano registrate”.

L’ennesima tegola per chi fa export in Italia che si aggiunge alle incertezze legate alla Brexit e con l’ormai annoso embargo alla Russia.

2019 tasse in calo per le imprese ma la strada è ancora lunga

2019 tasse in calo per le imprese ma la strada è ancora lunga

Nel “Rapporto dell’Osservatorio permanente CNA sulla tassazione delle PMI” appena pubblicato si sono analizzati 141 Comuni d’Italia. Macerata, tra le città sotto la lente d’ingrandimento, è 86esima con il Total Tax Rate (la quota cioè del reddito prelevato dallo Stato e dagli enti locali sul territorio) al 60,2%.

Sarebbe il dato peggiore delle città capoluogo marchigiane se non fosse per il 103esimo posto di Pesaro che supera quota 61%; meglio Fermo, Ancona e Ascoli, rispettivamente in 52esima, 53esima e 57esima posizione.

A Macerata, si arriva a quota 60,2 sommando le gabelle comunali (12,6%), regionali (6,9%) con le imposte dovute all’erario e con contributi IVS (40,7%).

Sulla scorta di un simile salasso, l’Osservatorio calcola quindi quanti giorni una impresa maceratese dovrà produrre, non certo per far reddito quanto per pagare le tasse. Ebbene, la nostra PMI è come se avesse aperto le saracinesche il 7 agosto (tax free day), giusto il tempo di organizzarsi per la chiusura dovuta alle ferie d’agosto. Sono infatti 220 i giorni di lavoro necessari per mettere in cascina i tributi dovuti ai vari enti, dopodiché si inizia a guadagnare per i restanti 145 giorni.

La buona notizia è che rispetto all’anno scorso la tassazione media, secondo le proiezioni per l’anno 2019, è diminuita di un punto e mezzo (era al 61,7%) e che abbiamo conquistato 5 giorni di lavoro proficuo per le nostre famiglie, per la nostra impresa e, se resta qualcosa, per noi stessi. Con le imposte comunali e regionali costanti già da alcuni anni, è la parte destinata all’erario che ci concede uno sconto passando dal 42,2% del 2018 al 40,7% di quest’anno.

Veniamo da anni assai difficili (nel 2012 eravamo al 65,2%) ma tutti gli indicatori prevedono per il 2019 una tassazione complessiva in calo per tutto il “sistema Paese”. Non ci resta quindi che aver fiducia ed essere consapevoli che, come sosteneva il  giurista americano Oliver Wendell Holmes, “Le tasse sono il prezzo che si deve pagare per una società civilizzata”.

Novità dal Ministero dell’Economia: esenzione di alcune imposte per le imprese del sisma

Novità dal Ministero dell’Economia: esenzione di alcune imposte per le imprese del sisma

Con un decreto del 14 agosto 2019 il Ministero dell’Economia e delle Finanze individua l’esenzione del pagamento di alcune imposte comunali per le attività commerciali e di produzione di beni o servizi aventi sede legale od operativa nei Comuni interessati dagli eventi sismici.
Le esenzioni riguardano l’imposta comunale sulla pubblicità (ICP) e del canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari (CIMP) relativamente alle insegne di esercizio, nonché della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP) e del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP).
L’applicazione delle esenzioni di pagamento si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2020. Presumibilmente, quindi, gli esercizi interessati non dovrebbero ricevere alcun avviso di pagamento da parte degli enti locali, in caso contrario dovranno produrre una autocertificazione con riferimento al decreto sopradescritto. Per maggiori informazioni è possibile chiamare CNA Macerata al numero 0733.27951 o scrivere una mail all’indirizzo mrossi@mc.cna.it.

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