Archivi per la Categoria: Impresa Donna

CNA MACERATA: 8 ITINERARI ARTIGIANI NELLE TERRE DELL’INFINITO

CNA MACERATA: 8 ITINERARI ARTIGIANI NELLE TERRE DELL’INFINITO

Proseguono gli “8 itinerari nelle terre dell’infinito” organizzati dalla CNA Territoriale di Macerata: progetto di promozione dell’artigianato artistico tipico e tradizionale, finanziato dalla Regione Marche, prevede l’allestimento di location destinate alla vendita e alla promozione delle eccellenze e l’organizzazione di visite guidate nelle botteghe artigiane.

L’obiettivo è creare una rete tra gli artigiani manifatturieri, quelli del settore agroalimentare e le bellezze culturali presenti sul territorio maceratese, attraverso un programma di promozione turistica con cui valorizzare ogni tassello di quello che può costituire un circuito turistico unico.

Ciascun itinerario prevede la visita al laboratorio artigianale, quella culturale ai centri storici dei paesi coinvolti, per concludere con una degustazione di prodotti tipici. Fanno parte del progetto i Maestri Artigiani della lavorazione dell’argento, del vetro a mano e a soffio, del restauro di opere d’arte, delle sculture e dei gioielli, della scarpa su misura fatta a mano, dei tessuti, della ceramica e della maiolica. Gli itinerari coinvolgono otto centri del Maceratese quali Apiro, Appignano, Civitanova Alta, Macerata, Mogliano, Montecassiano, Monte San Giusto e Monte San Martino.

A Camerino, inoltre, presso la sede CNA di Torre del Parco, CNA ha allestito un corner permanente di promozione dell’artigianato con i migliori manufatti delle nostre aziende locali;  il corner di Camerino  è sempre visitabile.

Info: CNA Macerata, 0733/27951

CCIAA MC: ECCO IL BANDO PER I CONTRIBUTI RISERVATI ALLA PARTECIPAZIONE A FIERE IN ITALIA E ALL’ESTERO

CCIAA MC: ECCO IL BANDO PER I CONTRIBUTI RISERVATI ALLA PARTECIPAZIONE A FIERE IN ITALIA E ALL’ESTERO

Nel quadro delle iniziative volte a promuovere la competitività delle imprese e del territorio, la Camera di Commercio di Macerata intende favorire i processi di internazionalizzazione, incentivando attraverso il sostegno finanziario, la partecipazione delle imprese a fiere nazionali e estere. La domanda di contributo dovrà essere redatta sull’apposito modello allegato al bando, pubblicato sul sito della Camera di Commercio di Macerata www.mc.camcom.it.

Ciascuna impresa, pena l’esclusione, potrà presentare una sola domanda con riferimento al presente bando. È obbligatoria l’indicazione di un indirizzo PEC, presso la quale l’impresa elegge il domicilio ai fini della procedura e tramite cui saranno gestite tutte le comunicazioni successive all’invio della domanda.

La domanda di contributo dovrà essere inviata esclusivamente per via telematica al seguente indirizzo di posta elettronica certificata della Camera di Commercio cciaa@mc.legalmail.camcom.it indicando nell’oggetto “Bando per la concessione di contributi per la partecipazione a manifestazioni fieristiche nazionali ed internazionali”. È esclusa qualsiasi altra modalità d’invio, pena l’inammissibilità della domanda.

Saranno ritenute ammissibili esclusivamente le domande inviate da una casella di posta elettronica certificata e in formato non modificabile (tiff o pdf), sottoscritte dal legale rappresentante e con allegata copia di un suo documento di identità in corso di validità.

La domanda deve essere presentata, a partire dal 1° luglio 2017 ed entro, e non oltre, il 31 dicembre 2017. Faranno fede la data e l’ora di ricezione della e-mail al protocollo di posta elettronica certificata con la domanda.

I contributi a fondo perduto, oggetto del presente bando, sono concessi secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande in base alla disponibilità messa a bilancio dalla Giunta camerale con proprio atto, fino ad esaurimento fondi.

Per ogni informazione ulteriore si invita a consultare il bando e la modulistica ad esso relativa disponibile sul sito www.mc.camcom.it  e a contattare l’Ente all’indirizzo promozione@mc.camcom.it

 

 

LAVORO. CNA: NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE L’OCCUPAZIONE E’ CRESCIUTA, SEGNA +3,5%

LAVORO. CNA: NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE L’OCCUPAZIONE E’ CRESCIUTA, SEGNA +3,5%

L’occupazione nelle piccole imprese cresce oltre quattro volte più del prodotto interno lordo. Tra artigiani, micro e piccole imprese ad aprile 2017 gli occupati sono aumentati dell’1,5% rispetto a marzo e del 3,4% su aprile 2016. Negli ultimi dodici mesi la crescita  del Pil è stata pari allo 0,8%. Perlomeno la piccola impresa, insomma, sta evitando il rischio di un “jobless recovery” (crescita senza lavoro) tanto più pericoloso di fronte a una ripresa gracile. Da dicembre 2014 (cioè da quando la Legge di Stabilità 2015 ha introdotto significativi sgravi contributivi nelle assunzioni a tempo indeterminato) l’occupazione nelle imprese artigiane, micro e piccole è salita complessivamente dell’8,6%.

Lo rileva l’Osservatorio mercato del lavoro CNA, curato dal Centro studi della Confederazione, che analizza mensilmente l’andamento dell’occupazione in un campione di 20.500 imprese artigiane, micro e piccole con circa 134mila dipendenti complessivi.

Aprile ha segnato la più alta crescita dell’occupazione, tanto nei raffronti annuali quanto mensili, dalla nascita dell’Osservatorio. Un risultato frutto del combinato disposto tra l’incremento record di assunzioni (+57,5%) e il ben più contenuto aumento delle cessazioni (+28,2%) rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Una performance che trasforma in tendenza, migliorandolo addirittura, il dato di marzo, quando le assunzioni erano salite del 45,2% e le cessazioni del 34,6%. Tanto che la CNA stima una crescita dell’occupazione complessiva nei primi sei mesi dell’anno in corso pari al +5,8%, a meno di eventi imponderabili. Numeri in assoluto non altissimi (le assunzioni sono state pari al 3,5% del totale degli occupati) ma che riprendono un trend. Tanto più che l’incremento è prodotto in larga parte dai contratti a tempo indeterminato (+12,8%), una sorta di scommessa ottimista sul futuro, cui ha contribuito l’avvio degli incentivi per l’occupazione degli juniores iscritti al programma “Garanzia giovani”.

Gli occupati a tempo indeterminato nelle imprese artigiane, micro e piccole, infatti, rappresentano il 72,1% del totale, anche se  in due anni sono diminuiti del 12,3% a favore dei contratti a tempo determinato (cresciuti del 9,8% e arrivati al 17,5% complessivo), dell’apprendistato (adesso all’8,1% complessivo dal 6%) e del lavoro intermittente, passato dal 2,2 al 2,4%.

CNA IMPRESA DONNA: EMILIA ESPOSITO CONFERMATA PRESIDENTE REGIONALE

CNA IMPRESA DONNA: EMILIA ESPOSITO CONFERMATA PRESIDENTE REGIONALE

Emilia Esposito, imprenditrice pesarese che opera nel settore della meccanica di precisione, è stata confermata presidente di Cna Impresa Donna delle Marche. Lo ha deciso l’Assemblea elettiva del raggruppamento di interesse, che si è tenuta ad Ancona venerdì scorso.

Nell’ambito dell’Assemblea, Cna Impresa Donna ha organizzato un convegno su “Le donne in impresa nelle Marche. Dal lavoro tradizionale allo smart working”. Dopo la relazione introduttiva di Emilia Esposito ed i saluti del vicepreseidente nazionale Cna Giorgio Aguzzi, sono intervenute alcune rappresentanti dell’Osservatorio di Genere. Il progetto “RIPARO” e le nuove forme di lavoro sono state al centro delle relazioni di Silvia Casilio e Claudia Santoni. Silvia Alessandrini Calisti ha affrontato il fenomeno dello smart working, donne che lavorano nel web.  Di grande interesse i le testimonianze di alcune lavoratrici autonome marchigiane impegnate nello smart working. I lavori sono stati conclusi da Paola Sansoni, presidente nazionale di Cna Impresa Donna.

“Nelle Marche” ha affermato Espositola crisi non ha fermato le donne che fanno impresa. Alla fine del 2016 le donne ai vertici delle aziende erano diventate 35.491 pari al 23,5 per cento del totale. Meno positivi i dati dell’ultimo anno che ha visto, tra il 2015 e il 2016, le imprese femminili delle Marche passare da 35.862 a 35.491 (-371). Il contributo delle donne titolari d’impresa si è rivelato fondamentale per la tenuta del nostro sistema produttivo e per creare posti di lavoro. Le nuove imprese femminili sono cresciute soprattutto nel mondo digitale e tra le startup innovative. Inoltre l’universo delle imprese femminili ha vissuto in questi ultimi sei anni un processo di terziarizzazione con un forte incremento di aziende guidate da donne nei servizi ed una sostanziale stazionarietà nei comparti manifatturieri. Le capacità imprenditoriali delle donne si sono fatte valere soprattutto nel turismo, nei servizi sociali, nella cultura e nell’enogastronomia, nelle nuove professioni. Ma per crescere ancora e cogliere i notevoli margini di sviluppo che le imprese femminili hanno nella nostra regione, occorre investire nella loro creatività e nel loro coraggio, sostenendo la creazione e lo sviluppo delle imprese ‘rosa’, promuovendo le imprese femminili nei settori più innovativi, investendo nella formazione, rafforzando i servizi alla famiglia e migliorando l’accesso delle imprese femminili al credito. Tutti elementi che   fino ad oggi hanno penalizzato le donne che hanno deciso di fare impresa e ne hanno frenato la crescita che avrebbe potuto essere ancora maggiore”

In Italia il 30% delle grandi società nel 2016 ha realizzato progetti strutturati di lavoro agile, mentre la situazione è ben diversa nelle Pmi, dove la percentuale è ferma al 5 per cento,  anche se è in aumento il numero di quelle interessate a introdurlo in futuro (quasi una su cinque). In tutto, si stimano quasi 300mila lavoratori attualmente coinvolti dallo smart working.

Scegliere il Lavoro Agile” ha sostenuto Sansonisignifica favorire la conciliazione tra qualità della vita e buon lavoro, risparmiare tempo negli spostamenti, meno stress, limitare traffico e inquinamento atmosferico; significa immaginare e sperimentare nuovi modi per essere al lavoro e per lavorare meglio. Il Lavoro Agile restituisce alle persone flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. Sempre più organizzazioni ne hanno compreso i benefici, in termini di produttività e di benessere per le persone. Una piena adozione in Italia potrebbe far risparmiare complessivamente 37 miliardi di euro al Sistema Paese, grazie a maggiore produttività e qualità del lavoro, minori costi di gestione, migliorando nel contempo la soddisfazione e il coinvolgimento dei dipendenti.”

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