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RICERCA, SICUREZZA, LOGISTICA E ALTA FORMAZIONE: CNA FITA E UNIMC FIRMANO PROTOCOLLO D’INTESA

RICERCA, SICUREZZA, LOGISTICA E ALTA FORMAZIONE: CNA FITA E UNIMC FIRMANO PROTOCOLLO D’INTESA

Ricerca, sicurezza stradale, logistica e alta formazione nel settore dell’autotrasporto. Sono questi i temi al centro dell’accordo di collaborazione tra Cna Fita e  Università degli studi di Macerata. Il protocollo è stato sottoscritto mercoledì 28 novembre alle ore 12 nella sede del rettorato dell’Università di Macerata, via Crescinbeni 30. Lo hanno firmato il Rettore dell’ateneo maceratese Francesco Adornato e il Presidente Nazionale di Cna Fita  Patrizio Ricci.

“ L’Università di Macerata” afferma il responsabile Cna Fita Marche Riccardo Battisti “è stata la prima  in Italia a credere nell’importanza dell’autotrasporto per l’economia nazionale,  istituendo un corso di laurea in Scienze Giuridiche applicate indirizzo Consulente per i trasporti,e siamo orgogliosi di collaborare per migliorare la sicurezza stradale e la formazione degli autotrasportatori”. 

L’accordo tra Università e Cna Fita prevede  l’organizzazione di attività di ricerca ed alta formazione con particolare riferimento alle tematiche della circolazione dei mezzi di trasporto, della sicurezza stradale e della logistica. Inoltre la promozione dell’indirizzo di studi “Consulente dei Trasporti”, figura professionale di sicuro interesse per le imprese che Cna Fita rappresenta.

La convenzione prevede anche l’assegnazione, da parte di Cna, di tre borse di studio, per gli studenti che si sono immatricolati anno accademico 2018/2019. Il termine per partecipare al bando per il riconoscimento delle borse di studio, scade  il 15 gennaio 2019.

COSTO DEL GASOLIO, L’ALLARME DEGLI AUTOTRASPORTATORI MARCHIGIANI

COSTO DEL GASOLIO, L’ALLARME DEGLI AUTOTRASPORTATORI MARCHIGIANI

900 euro all’anno di maggiori costi per il gasolio da autotrazione: è quello che devono sborsare gli oltre 3 mila autotrasportatori marchigiani che lavorano su linee nazionali a causa dell’aumento di 0,026 euro al litro in poco più di quattro mesi. Più contenuta la spesa per i restanti 600 autotrasportatori che si limitano a effettuare viaggi all’interno della regione.

“In ogni caso si tatta di costi” afferma il presidente Cna Fita Marche Robeto Grazioliche vanno a gravare sui bilanci di imprese che sono già ridotti all’osso a causa non solo del caro gasolio ma anche della concorrenza di vettori stranieri e dei pedaggi autostradali. La conseguenza? Nei primi sei mesi del 2018 hanno cessato l’attività 115 aziende di autotrasporto, a fronte di sole 14 nuove iscrizioni all’Albo”.

Al primo ottobre in Italia il prezzo del gasolio alla pompa è di 1,528 euro al litro. Sui 28 Paesi dell’Unione Europea soltanto in Svezia pagfano di più (1,559 euro). Ma in Italia, a differenza della Svezia, fare il pieno costa caro a causa dell’incidenza delle imposte sul prezzo alla pompa, che si “mangia”0,855 euro al litro, pari al 58,44 per cento del prezzo totale. Al contrario, il prezzo industriale incide molto meno. Senza imposte pagheremmo il gasolio 0,635 euro al litro e ci collocheremmo al diciannovesimo pasto tra i Paesi dell’Unione Europea.

“Noi” sostiene Grazioli “chiediamo al Governo l’eliminazione di accise anacronistiche, come quelle che ancora paghiamo per la guerra d’Etiopia o per il terremoto dell’Irpinia. In tutto paghiamo ben 17 accise a cui va aggiunta l’Iva al 22 per cento. L’Italia dve portare le imposte sul gasolio sotto il 50 per cento dle costo complessivo alla pompa, come avviene in tredici Paesi dell’Unione Europea. Ne va non solo del futuro dlel’autotrasporto, ma è in gioco la competitività del sistema Paese”.

Ecco cosa paghiamo ogni volta che acquistiamo un litro di benzina o di gasolio: l’elenco completo delle 17 accise sui carburanti, a cui va aggiunta l’Iva al 22%.

  1. 0,000981 euro: finanziamento per la guerra d’Etiopia (1935-1936)
  2. 0,00723 euro: finanziamento della crisi di Suez (1956)
  3. 0,00516 euro: ricostruzione dopo il disastro del Vajont (1963)
  4. 0,00516 euro: ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze (1966)
  5. 0,00516 euro: ricostruzione dopo il terremoto del Belice (1968)
  6. 0,0511 euro: ricostruzione dopo il terremoto del Friuli (1976)
  7. 0,0387 euro: ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia (1980)
  8. 0,106 euro: finanziamento per la guerra del Libano (1983)
  9. 0,0114 euro: finanziamento per la missione in Bosnia (1996)
  10. 0,02 euro: rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri (2004)
  11. 0,005 euro: acquisto di autobus ecologici (2005)
  12. 0,0051 euro: terremoto dell’Aquila (2009)
  13. da 0,0071 a 0,0055 euro: finanziamento alla cultura (2011)
  14. 0,04 euro: emergenza immigrati dopo la crisi libica (2011)
  15. 0,0089 euro: alluvione in Liguria e Toscana (2011)
  16. 0,082 euro (0,113 sul diesel): decreto “Salva Italia” (2011)
  17. 0,02 euro: terremoto in Emilia (2012)
FITA: OPPORTUNITA’ PER LE IMPRESE DI TRASPORTO MERCI CONTO TERZI ASSOCIATE

FITA: OPPORTUNITA’ PER LE IMPRESE DI TRASPORTO MERCI CONTO TERZI ASSOCIATE

Il CCNL trasporto merci – spedizioni e logistica, nella sezione artigiana, alla quale possono aderire anche le imprese industriali, prevede la possibilità di chiedere che all’azienda che occupa personale viaggiante sia riconosciuto per gli autisti il regime di orario discontinuo a 47 ore ai sensi dell’art. 11 bis. A tal fine, l’azienda dovrà inviare la richiesta a detta commissione tramite mail al seguente indirizzo: comm.trasp.art@gmail.com, seguendo le indicazioni
contenute nelle linee guida, assieme a tutta la modulistica necessaria.

Leggi l’informativa FITA MARCHE – news_17-18

Gli uffici CNA sono a disposizione per ogni chiarimento in merito. Info: (MC) 073327951

FITA: IL PRESIDENTE NAZIONALE RICCI HA INCONTRATO GLI AUTOTRASPORTATORI MARCHIGIANI

FITA: IL PRESIDENTE NAZIONALE RICCI HA INCONTRATO GLI AUTOTRASPORTATORI MARCHIGIANI

Trentotto euro ogni giorno di deduzioni forfettarie al posto dei cinquantuno previsti negli anni scorsi. Si tratta di una doccia fredda per i 3.878 autotrasportatori marchigiani, che dovranno pagare maggiori tasse per importi che vanno
da 700 a 2 mila euro. La categoria resta sul piede di guerra.

Sabato 28 luglio la Fita Cna Marche ha convocato la presidenza regionale della categoria ad Ancona per confrontarsi con il presidente nazionale Fita Cna Patrizio Ricci, dopo l’incontro avuto ieri con il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli.
Sabato ad Ancona” afferma il responsabile Fita Cna Marche Riccardo Battisti “abbiamo condiviso la decisione di sospendere il fermo. Restiamo in attesa di interventi del Governo per portare le imposte sul gasolio sotto il 50 per cento del costo complessivo alla pompa. Oggi le accise incidono per il 59%, un poco invidiabile record che abbiamo
nell’Unione Europea”.
Altre richieste degli autotrasportatori riguardano la velocizzazione dei tempi di pagamento (oggi passano da 90 a 180 giorni prima di incassare); la possibilità di pagare le imposte solo quando viene incassata la fattura e di rendere deducibili le fatture passive solo quando pagate; la proroga delle schede carburante anche per gli autotrasportatori di
consorzi e cooperative che hanno cisterne private; il ripristino dei fondi destinati ai pedaggi autostradali, che sono stati tagliati di 48 milioni per i prossimi due anni.
“Intanto ogni giorno” secondo il presidente Fita Cna Marche Roberto Grazioli “sbarcano al porto di Ancona flotte di camion targati Polonia, Romania, Bulgaria, Slovacchia e di altri Paesi dell’Est Ue dove il salario minimo per gli autisti è inferiore a 500 euro al mese mentre il gasolio per autotrazione costa da 24 a 40 centesimi meno che in Italia. Una concorrenza sleale che ha colpito duramente i nostri autotrasportatori.”

Nelle Marche dal 2009 a giugno 2018, l’autotrasporto marchigiano ha perso 891 imprese di cui 112 solo nei primi sei mesi dell’anno in corso. Inoltre, dovendo ridurre i costi, le imprese non investono: da gennaio solo il 3 per cento delle 3.878 aziende del settore, ha effettuato investimenti.
“Gli autotrasportatori” conclude Grazioli “chiedono una svolta al Governo sulle questioni appena elencate perché così non si può andare avanti e si rischia il collasso di un intero settore, che è fondamentale per la nostra economia”.
Patrizio Ricci ed il portavoce nazionale autotrasporto merci Luciano Barattini, presidente della CNA Fita di Pesaro, hanno evidenziato come il mese di settembre sarà decisivo per il settore che potrà verificare operativamente l’incidenza delle assicurazioni avute al tavolo con il Ministro. I problemi della categoria non sono risolvibili con un colpo di spugna sul passato ma nemmeno possono essere rinviati in attesa di interventi più generali. Occorre dare risposte immediate ai problemi della categoria ed è per questo che il fermo è solo “sospeso”.

La presenza del Presidente nazionale della Fita è indice di un’attenzione che non abbassa la guardia e che vuole realizzare il massimo coinvolgimento dei territori ed un approccio unitario ai problemi (porti, cabotaggio, accise, pedaggi, contratto di lavoro, funzionamento delle Motorizzazioni, ecc.) che sono comuni alle imprese dell’autotrasporto
su tutto il territorio nazionale. E’, insomma, il momento della massima attenzione a salvaguardia del futuro delle imprese italiane dell’autotrasporto.
Gli uffici CNA sono a disposizione per ogni chiarimento in merito. Info: 073327951 e.mail: info@mc.cna.it

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