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FATTURAZIONE ELETTRONICA: OBBLIGO IN VIGORE DAL 1° GENNAIO 2019

FATTURAZIONE ELETTRONICA: OBBLIGO IN VIGORE DAL 1° GENNAIO 2019

Dal 1° gennaio 2019 entrerà in vigore l’obbligo di trasmissione e ricezione delle fatture in formato elettronico.

Per venire incontro alle esigenze dei nostri clienti e degli associati, la CNA Territoriale di Macerata ha predisposto soluzioni diversificate e adeguate alle esigenze aziendali, attraverso canali accreditati di accesso al Sistema di Interscambio, necessari per l’invio, la ricezione e la conservazione digitale a norma dei documenti, nel rispetto della normativa vigente.

In stretta collaborazione con CNA e altri partner, CNA Macerata è in grado di offrire  soluzioni ad hoc per poter gestire efficacemente l’intero processo di fatturazione elettronica attiva (fatture emesse) e passiva (fatture acquisto) indipendentemente dal tipo di fatturazione (o gestionale) che attualmente viene utilizzato.

In alternativa sarà possibile delegare ai nostri uffici l’intera gestione del processo di emissione, contabilizzazione e conservazione a norma.

E’ possibile contattare i nostri uffici per avere tutte le informazioni. 

Per i chiarimenti relativi alla fatturazione elettronica CNA Macerata e CNA Fermo hanno organizzato una serie di seminari informativi secondo il seguente calendario: 

SEDE INDIRIZZO DATA ORA
CNA MACERATA Via Arcangeli n.7 29 Ottobre 20,45
CNA CINGOLI Via Pio VIII, 38 30 Ottobre 18,45
CNA POTENZA PICENA S.S. Regina km 3 31 Ottobre 18,45
CNA CIVITANOVA M. Viale Einaudi n. 436 – Zona Comm.le Aurora 6 Novembre 18,45
SALA CASTELLANI PORTO SAN GIORGIO Corso Castel San Giorgio n. 32 7 Novembre 18,45
CNA TOLENTINO Via del Vallato snc 8 Novembre 18,45
CNA FERMO (NUOVA SALA FORMAZIONE) Via Donizetti, 12 13 Novembre 18,45
CNA CAMERINO Località Torre del Parco snc 14 Novembre 18,45
SALA POLIVALENTE “TONELLI” CALDAROLA (MC) 19 Novembre 20,45
ADDETTO ALLA CONDUZIONE DI GRU SU AUTOCARRO: IL CORSO A CIVITANOVA MARCHE

ADDETTO ALLA CONDUZIONE DI GRU SU AUTOCARRO: IL CORSO A CIVITANOVA MARCHE

La CNA organizza il corso di formazione per ADDETTO ALLA CONDUZIONE DI GRU SU AUTOCARRO, che si terrà nei seguenti giorni:

26 OTTOBRE 2018 ore 08.30
27 OTTOBRE 2018 ore 9.00

Sede del corso: CAST SNC, STRADA VALLETTA, CIVITANOVA MARCHE , ZONA IND. LE “A”

Informiamo che i corsi di formazione sono obbligatori in base al D.Lgs81/08 e che la mancata formazione comporta sanzioni da parte degli organi ispettivi.

Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 25/10/2018 e il suddetto corso avrà luogo al raggiungimento di almeno 15 partecipanti, altrimenti le date potranno subire variazioni.

INFO: Andrea Caranfa 329/0607211 oppure Massimiliano Felicioni 335/5357011 o formazione@cnafermo.it

#BUROPAZZIA: ADEMPIMENTI E BUROCRAZIA COSTANO QUASI 20 MILA EURO ALL’ANNO ALLE PMI

#BUROPAZZIA: ADEMPIMENTI E BUROCRAZIA COSTANO QUASI 20 MILA EURO ALL’ANNO ALLE PMI

La burocrazia rimane un elemento che frena le potenzialità di sviluppo e di crescita dell’Italia.  E presta il fianco a comportamenti opachi che non di rado alimentano la corruzione. Questo nonostante i numerosi tentativi di riforma, i proclami di ogni governo e di ogni forza politica, l’avanzare dei processi di innovazione e digitalizzazione. Quasi la burocrazia fosse un Moloch invincibile.

A pesarne l’impatto sull’avvio di attività imprenditoriali, e quindi sulla propensione all’imprenditorialità del nostro Paese, è la CNA con l’Osservatorio “Comune che vai, burocrazia che trovi”, alla prima edizione. Una indagine condotta sul campo, in collaborazione con 52 CNA territoriali, in rappresentanza di altrettanti comuni, di cui 50 capoluoghi di provincia.

Lo studio prende a esempio cinque tipologie d’impresa: acconciatura, bar, autoriparazione, gelateria, falegnameria. Di ognuna è calcolato in dettaglio il numero di adempimenti, degli enti coinvolti e delle operazioni necessarie all’apertura, oltre al costo totale dell’autorizzazione. Lo studio analizza anche alcune aspetti dell’apertura d’impresa comuni a tutti gli aspiranti imprenditori: gli adempimenti relativi a salute e sicurezza, la pratica per esporre un’insegna, la ristrutturazione dei locali, l’assunzione di un apprendista.

Tutte le attività scontano profonde differenze tra un comune e l’altro, che incidono in termini di tempi ma anche di denaro. Il risultato di questa pressione è il numero di adempimenti chiesti dalla Pubblica amministrazione: per chi voglia aprire un’attività di autoriparazione sono 86. E’ il picco. Ma anche chi ha di fronte la strada relativamente più agevole, l’aspirante acconciatore, se ne ritrova di fronte 65. E in questo arco poco invidiabile si posizionano gli altri. Così come si può arrivare a dover spendere quasi 20mila euro solo per soddisfare la fame dell’insaziabile Moloch. Una ingente somma che, invece, potrebbe essere adoperata più proficuamente per acquistare macchinari e attrezzature necessari all’attività.

 Acconciatura

Sessantacinque adempimenti. Ventisei enti coinvolti. Trentanove file (reali o virtuali) da sciropparsi. Una spesa di 17.535 euro. E tutto ciò solo per aprire un salone di acconciatura. A monte della presentazione della Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) va previsto il superamento di un esame teorico-pratico a compimento di un corso triennale e di uno stage dalla durata variabile: dalle 500 ore richieste nel Lazio alle 1.200 in Lombardia e in Sicilia. Oltre alla documentazione obbligatoria per legge, da presentare al Suap (Sportello unico attività produttive)  un terzo dei comuni pretende attestazioni facoltative. Che possono essere molto onerose. Catania e Ragusa, a esempio, chiedono il certificato di agibilità dei locali, che si ottiene in 60 giorni e costa 1.500 euro.

Bar

Aprire un bar richiede fino a 71 adempimenti e coinvolge anche 26 enti con i quali, però, ci si può dover interfacciare fino a 41 volte perché ad alcuni enti ci si deve rivolgere varie volte. La spesa sfiora i 15mila euro (14.667 per la precisione). L’aspirante imprenditore deve aver frequentato un corso che costa in media sui 600 euro ma dura tra le cento (Emilia Romagna, Marche, Piemonte e Sicilia) e le 160 ore (Campania). Gli adempimenti obbligatori sono cinque. Un terzo dei comuni, però, ne richiede anche altri: dalla relazione sui locali e le attrezzature (140 euro) alla verifica dell’adeguatezza dei locali (300 euro), dal certificato di agibilità (mille euro) alla verifica dell’impianto elettrico. I diritti Scia spesso sono gratuiti ma in sei comuni il loro costo supera i cento euro.

Autoriparazione

L’aspirante autoriparatore si trova di fronte una sorta di montagna: fino a 86 adempimenti complessivi da assolvere. Gli enti con i quali può avere a che fare sono 30 e 48 i contatti. Con oltre 18.550 euro di costi da affrontare. Per diventare responsabile tecnico di un’attività di autoriparatore (meccatronica, gommista, carrozzeria) occorre un corso propedeutico della durata di 500 ore che costa 2mila euro. I diritti Scia oscillano tra la gratuità e un costo superiore ai cento euro. Molte amministrazioni, inoltre, fanno ulteriori richieste rispetto a quelle previste dalla normativa unica. Particolarmente numerosi per l’aspirante autoriparatore sono gli adempimenti ambientali, dall’impatto acustico all’assimilazione acque reflue. Con l’aggravante, anche su questo fronte, dei comuni che procedono in ordine sparso. Pavia, a esempio, chiede anche planimetria dei locali, destinazione d’uso, elenco con la tipologia dei rifiuti e contratto di smaltimento rifiuti.

Gelateria

Per trasformare il suo sogno in realtà l’aspirante gelatiere può trovarsi ad affrontare fino a 73 adempimenti, con 26 enti coinvolti e 41 contatti. E con una spesa per le pratiche burocratiche che da sola arriva a superare i 12.500 euro (12.660 per la precisione). Anche in questo caso è previsto come pre-requisito quello della frequenza di un corso di Somministrazione alimenti e bevande.  L’iter burocratico vero e proprio si apre con la presentazione della Scia, di solito accompagnata da una notifica sanitaria. Agli adempimenti standard in questa fase alcuni comuni ne aggiungono di facoltativi: dalla planimetria con relativa relazione alla verifica dell’adeguatezza locali e dell’impianto elettrico.

 Falegnameria

Per aprire una falegnameria gli adempimenti possono arrivare a 78, gli enti coinvolti a 26 e a 39 le volte in cui l’aspirante imprenditore (o chi per lui) si deve confrontare con la Pubblica amministrazione.  Il combinato disposto di questa girandola di impegni porta fino a 19.742 euro la spesa per le pratiche burocratiche.  L’adempimento in sé più oneroso è il certificato controlli antincendi rilasciato dai Vigili del fuoco: mediamente costa 1.600 euro e abbisogna di 60 giorni per il rilascio. Data la particolarità dell’attività di falegname non sempre è il Suap l’interlocutore di riferimento. Talvolta è un apposito sportello comunale al quale si può inviare tramite Pec e/o in via telematica. Rispetto ad altre attività la falegnameria presenta un numero molto elevato di obblighi ambientali.  Con costi, tempi ed enti coinvolti estremamente variabili da un comune all’altro. Rimanendo ai costi si va da 150 a 600 euro per le pratiche relative allo scarico di acque reflue, da 500 a mille euro per l’impatto acustico, da 150 a 700 euro per l’industria insalubre e da 500 a 1.100 mila euro per le emissioni in atmosfera.

 Salute e sicurezza

La normativa italiana in materia di salute e sicurezza si caratterizza per l’eccessiva complessità e per l’assenza di modularità tra le varie imprese. Di conseguenza,  viene imposta a tutti i datori di lavoro, senza riguardo per la pericolosità dell’attività o per la dimensione dell’impresa,  l’adozione degli stessi obblighi documentali e formativi. La complessità si traduce anche in onerosità. La spesa media per gli adempimenti su salute e sicurezza sul lavoro  va da 1.854 euro per attività di gelateria e acconciature, considerate a basso rischio, a 2.119 per i bar, a 4.414 per l’autoriparazione e addirittura a 5.784 euro per la falegnameria.

Insegne di esercizio

L’autorizzazione al posizionamento di cartelle, insegne di esercizio e altri mezzi pubblicitari coinvolge fino a dodici enti. Un numero che da solo la dice lunga sulla farraginosità della burocrazia italiana e delle sue imposizioni. Per ogni genere d’insegna, se l’attività è prospicente una strada statale, anche la Provincia e l’Anas sono chiamate a dare la loro autorizzazione. In ogni caso, anche per un’insegna di piccole dimensioni posta al di sopra di un’attività in una zona semicentrale, per redigere la richiesta di autorizzazione con i relativi documenti è necessaria una consulenza tecnica. Il combinato disposto porta alcuni comuni (Catania, La Spezia, Siena, Torino) a prendersi oltre 60 giorni per rilasciare il nulla osta. Se l’insegna va collocata in un centro storico, la situazione si complica. L’autorizzazione, infatti, in questo caso abbisogna pure di un nulla osta paesaggistico e di un via libera della Polizia municipale.

Ristrutturazioni edilizie

L’avvio di un’attività presume la realizzazione di lavori edilizi per adattare i locali scelti alle esigenze dell’aspirante imprenditore. Talvolta, poi, alcuni lavori sono obbligati: è il caso degli interventi per agevolare l’accesso ai disabili.  Nel caso di semplici lavori di ristrutturazione interna è necessario presentare una Comunicazione inizio lavori asseverata (Cila). Gli adempimenti connessi alla documentazione che va allegata alla Cila sono molteplici. Va assegnato a un professionista l’incarico per redazione del progetto, presentazione della Cila, direzione dei lavoratori, comunicazione di fine lavori, aggiornamento del Catasto. Sempre un professionista deve redigere il progetto dell’impianto elettrico, se previsto. Ancora un professionista deve coordinare le attività mirate alla sicurezza. Una serie di obblighi burocratici che da soli arrivano intorno ai 5.500 euro di spesa.

Assunzione di un apprendista

La legislazione del lavoro prevede tre diverse tipologie di apprendista. L’Osservatorio ha scelto come esempio il contratto di apprendistato professionalizzante.  Per il quale  il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire la formazione professionalizzante, la cui durata e modalità di erogazione sono stabilite dal Contratto collettivo nazionale di lavoro o da accordi interconfederali. La formazione va integrata dall’offerta formativa pubblica finalizzata all’acquisizione di competenze di base (da 40 a 120 ore). Il costo medio di questi adempimenti è di 400 euro e gli enti di riferimento talvolta sono diversi. Il datore di lavoro è costretto, pertanto, a comunicare più volte e a più enti le stesse informazioni in contrasto anche con il divieto di chiedere alle imprese documenti e informazioni già in possesso della Pubblica amministrazione.

TTG DI RIMINI: CNA MACERATA IN FIERA PER PRESENTARE PERCORSI DI TURISMO ESPERIENZIALE

TTG DI RIMINI: CNA MACERATA IN FIERA PER PRESENTARE PERCORSI DI TURISMO ESPERIENZIALE

La CNA Territoriale di Macerata sarà presente alla 55° TTG Travel Experience di Rimini (10-12 ottobre 2018), fiera dedicata al turismo e all’accoglienza: all’interno dello stand della Regione Marche presenterà il catalogo “Macerata in mostra – Esperienze di viaggio nella terra delle armonie”.

Per la nostra associazione il sostegno di questo settore è strategico – afferma il Presidente Territoriale Giorgio Liglianifavorendo la progettazione di offerte turistiche di breve periodo e rimodulando proposte capaci di catturare i desideri di viaggio anche di coloro che si spostano per pochi giorni, con l’obiettivo di generare l’aumento delle presenze e della spesa media dei visitatori”.

Dello stesso avviso Luciano Ramadori, Direttore Generale della CNA di Macerata: “Per il secondo anno sviluppiamo progetti riguardanti il settore turistico, sempre con lo sguardo rivolto al turismo esperienziale. Siamo convinti che, attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico del territorio passi gran parte delle nostre possibilità di rilancio. Fondamentale è riuscire a costituire un’offerta integrata e di qualità, capace di attrarre l’interesse del pubblico di riferimento, vincendo la sfida della competizione globale”.

La presenza di CNA Macerata in fiera è un risultato possibile grazie al corso di formazione per gli operatori del settore organizzato da CNA, con il sostegno della Camera di Commercio e in collaborazione con Marco Cocciarini e la società Globe Inside, che si sono occupati delle docenze. I partecipanti al corso hanno preparato una scheda di offerta turistica di tipo esperienziale, che è stata inserita all’interno del catalogo “Macerata in mostra – Esperienze di viaggio nella terra delle armonie”. Le proposte abbracciano esperienze particolari e suggestive, come la partecipazione a fasi della transumanza degli ovini, laboratori legati alla moda, alla norcineria, alla produzione di vino e alla pesca. Si tratta di percorsi costruiti per far vivere al viaggiatore uno spaccato di vita sul territorio, favorirne la conoscenza, l’apprezzamento e, una volta ritornato a casa, il racconto dell’esperienza vissuta come qualcosa di unico.

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CNA Macerata
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