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FORMAZIONE. IN PARTENZA IL NUOVO CORSO AGGIORNAMENTO SAB

FORMAZIONE. IN PARTENZA IL NUOVO CORSO AGGIORNAMENTO SAB

E’ in partenza il corso di Aggiornamento SAB : Le lezioni si terranno nella sede di Villa Baruchello a Porto Sant’Elpidio in Via Belvedere n.20 il prossimo 21 maggio 2018 con orario 9-13 e 14-18.

Il modulo di partecipazione deve essere compilato e inviato a corsi@formartmarche.it o al n. fax 071/2855078.

PASQUA 2018: NEL MACERATESE 122 ATTIVITA’ IMPEGNATE NELLA PRODUZIONE DI CIOCCOLATA

PASQUA 2018: NEL MACERATESE 122 ATTIVITA’ IMPEGNATE NELLA PRODUZIONE DI CIOCCOLATA

Le prossime festività pasquali interesseranno, nella provincia di Macerata, 122 attività che si occupano di produzione e vendita di prodotti in cioccolato. Per la maggior parte si tratta di pasticcerie e gelaterie: sono 114 in totale sul territorio maceratese, presenti soprattutto a Civitanova Marche (27), Macerata (18), Tolentino (9) e Porto Recanati (7). Un settore che si rivela piuttosto stabile, secondo i dati forniti dal Centro Studi Sistema CNA Marche, considerato che dal 2009 ad oggi non ha subito particolari scossoni, nemmeno a livello regionale, dove si registra un totale invariato di 561 imprese.

A Pasqua 2018, in Italia, secondo le stime di CNA Nazionale – riferisce Matteo Petracci, responsabile territoriale di CNA Agroalimentaresi consumeranno oltre 15 milioni di uova di cioccolato, per un giro d’affari che si aggira sui 230 milioni di euro. Un terzo delle uova pasquali è di produzione artigianale. Un valore e una peculiarità riconosciuti anche dai consumatori: infatti al vertice delle loro preferenze ci sono quei prodotti realizzati dai cioccolatieri che controllano l’intera filiera di produzione, from bean to bar, cioè dalla fava di cacao alla barretta. Questo a testimonianza che le famiglie italiane puntano sulla qualità del prodotto”.

 Nel 2018 la Pasqua torna ad essere un fattore di business anche per quanto riguarda il turismo: secondo le analisi CNA il movimento economico che sarà generato dalle festività pasquali è di circa 3 miliardi di euro, tra viaggi, pernottamenti, pasti, acquisti di prodotti tipici e souvenir, per 12 milioni di turisti tra italiani e stranieri. Numeri che fanno ben sperare, visto che si registra una crescita del 6,5% rispetto al 2016.

L’auspicio di CNA – commenta il Presidente Territoriale di CNA Macerata Giorgio Liglianiè che questa Pasqua possa davvero significare rinascita per il nostro territorio, duramente colpito dai sismi del 2016, che ha bisogno di ricostruzione non solo materiale ma soprattutto sociale ed economica. Le riscoperta delle aree interne del Maceratese e la forte presenza di beni storici e culturali, siamo certi che saranno ancora una volta forti attrattori turistici”.

CNA E AIRBNB PARTNER NEL TURISMO ESPERIENZIALE: OPPORTUNITA’ PER LE IMPRESE DI DIVENTARE HOST

CNA E AIRBNB PARTNER NEL TURISMO ESPERIENZIALE: OPPORTUNITA’ PER LE IMPRESE DI DIVENTARE HOST

CNA e Airbnb diventano partner nel turismo esperienziale. Quarantamila imprese rappresentate dalla CNA nella filiera dell’artigianato legato al turismo saranno invitate a diventare “host di esperienze” di Airbnb. Le imprese di CNA, una volta completato l’iter che le riconoscerà “host”, potranno farsi conoscere dagli oltre 300 milioni di membri della community del portale (7,8 milioni di viaggiatori lo scorso anno).
Le “esperienze” di Airbnb sono attività offerte da imprese e persone residenti, non necessariamente legate al soggiorno. La base comune viene da un nuovo modo di viaggiare che sta affermandosi: esperienziale, appunto. Un tipo di vacanza dove il viaggiatore è alla ricerca di qualcosa in più di qualche foto ricordo: le emozioni di un’esperienza unica, legata alle tradizioni locali, e un bagaglio culturale arricchito.
Il turismo esperienziale è un mercato che oggi in Europa vale oltre 40 miliardi di euro ( fonte Wit 2016) e un turista su tre (il 33%) vuole essere protagonista del proprio viaggio. Un business enorme, specialmente in Italia, se consideriamo che nel 2016 i consumi turistici nel nostro Paese sono stati pari a 93,9 miliardi di cui 36,4 riconducibili alla domanda straniera, il 38,7% del totale (Fonte XXI Rapporto sul turismo italiano curato da Iriss-Cnr).

Luca Tonini, Presidente nazionale CNA Turismo e Commercio, ha dichiarato: “CNA ed Airbnb diventano partner in un innovativo accordo mirato alla promozione delle eccellenze del nostro Paese come volano dell’offerta turistica del territorio. La Cna rappresenta migliaia di artigiani e di imprenditori piccoli e medi che contribuiscono profondamente alla caratterizzazione di un territorio e che rendono la visita e il viaggio una vera e propria esperienza. Si tratta di imprese impegnate nella produzione di eccellenze agroalimentari e di lavorazioni artigianali tipiche, dal legno alla pelletteria, dalla ceramica al ferro battuto, che compongono un autentico patrimonio culturale immateriale del nostro Paese.”
Alessandro Tommasi, Public Policy Airbnb Italia, ha spiegato: “La collaborazione che andiamo ad avviare insieme a CNA ci rende molto orgogliosi e crediamo che possa essere un veicolo importante per promuovere ulteriormente il Made in Italy nel mondo e supportando le attività locali del territorio. CNA è la prima associazione di artigiani e piccoli imprenditori con la quale abbiamo deciso di lavorare sin dal lancio delle esperienze a Firenze, oltre un anno fa: complimenti a un’Associazione che ha colto la possibilità di rilanciare su scala globale i propri associati pur permettendo loro di mantenere una scala autentica e locale”.
Cristiano Tomei, Responsabile nazionale CNA Turismo e Commercio, ha commentato: “L’accordo tra CNA e Airbnb rientra tra le linee guida di CNA Turismo e Commercio e coglie in peno l’obiettivo strategico di potenziare il turismo esperienziale che risponde ad una vasta domanda di turisti, soprattutto stranieri che arrivano in Italia per visitare il nostro Paese ed effettuare delle esperienze uniche nei nostri territori. I 40.000 artigiani del turismo di CNA rappresentano una risorsa per dare una risposta forte a questa domanda”.
Caterina Manzi, Market Manager Airbnb Italia e responsabile del programma esperienze, ha spiegato: “Le Esperienze Italiane hanno riscosso un grande successo dal loro lancio: Roma e Firenze sono tra i primi 10 mercati al mondo per numero di prenotazioni, e per alcuni host Italiani sono stati l’opportunità di avviare o rilanciare il loro business, determinando un vero cambio di vita. Grazie a questa partnership speriamo di offrire questa opportunità a sempre più professionisti, e di allargare la nostra offerta anche ai centri minori.

CNA MARCHE. BIOSHOPPER: BENE LA TUTELA AMBIENTALE, MA A PAGARE SONO SEMPRE CONSUMATORI E IMPRESE

CNA MARCHE. BIOSHOPPER: BENE LA TUTELA AMBIENTALE, MA A PAGARE SONO SEMPRE CONSUMATORI E IMPRESE

Sulla questione delle bioshopper interviene Gabriele Di Ferdinando responsabile Turismo Commercio e Agroalimentare  Cna Marche: “E’ un errore sanzionare allo stesso modo chi commercializza sacchetti non conformi e chi non fa pagare il sacchetto al consumatore. Il primo comportamento, ai fini della tutela ambientale, è molto più grave e merita sanzioni più pesanti rispetto a chi non  registra sullo scontrino il costo della bioshopper. Su questo CNA aveva proposto un emendamento per alleggerire la sanzione, che riproporremo al nuovo Parlamento”.

Una storia, quella dell’obbligo di pagare i sacchetti per la frutta e la verdura, che sta facendo discutere anche nelle Marche, tra consumatori in rivolta ed esercenti in difficoltà di fronte alla novità normativa in vigore dal primo gennaio.

Si tratta” spiega Di Ferdinando “di un nuovo balzello, pur modesto, che graverà sui consumatori e complicherà la vita alle imprese del settore, che nello scontrino fiscale devono far riportare la cessione del sacchetto biodegradabile e indicarlo separatamente nel registro corrispettivi. Parte del ricavo della vendita dei sacchetti a pagamento sarà poi girato alle casse dello Stato dagli esercenti sotto forma di Iva e imposta sul reddito. E’ giusto aumentare la consapevolezza dei cittadini sugli impatti che la plastica ha sull’ambiente, ma non si possono scaricare sempre i costi sui consumatori e sulle imprese della distribuzione, altrimenti ci concentreremmo solo sui micro sacchetti e continueremmo a convivere con milioni di bottiglie di plastica difficili da smaltire, senza che nessuno faccia o dica qualcosa per risolvere il problema”.

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