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BREXIT, tutti i rischi per l’export marchigiano

BREXIT, tutti i rischi per l’export marchigiano

Secondo CNA Marche, la bilancia commerciale delle imprese marchigiane verso la Gran Bretagna è positiva per 329,2 milioni di euro nei primi nove mesi del 2018, ma è in calo del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Trecentoventinove milioni di euro, è questo il saldo positivo della bilancia commerciale tra le Marche e la Gran Bretagna nei primi nove mesi del 2018. Numeri che verrebbero fortemente ridimensionati da una uscita della Gran Bretagna dalla Ue che comporti anche l’uscita dal Mercato Comune. Lo afferma la Cna Marche che ha elaborato i dati Istat dell’import export tra Marche e Gran Bretagna relativi ai primo nove mesi del 2018. In Gran Bretagna tra gennaio e settembre abbiamo esportato   merci per 388,6 milioni di euro conto un import di 59,4 milioni di euro. Per quanto riguarda i soli prodotti manifatturieri, l’export è stato di 381,3 milioni di euro e le importazioni di 50 milioni di euro.

Si tenga conto del fatto che il Regno Unito è da due anni al quinto posto tra i Paesi importatori di manufatti marchigiani, dopo Germania, Francia, Belgio, Stati Uniti e Spagna. Tre anni fa era al quarto posto. Nella classifica dei Paesi da cui le Marche importano manufatti, invece, il Regno Unito è solo al 20° posto (secondo i dati dei primi nove mesi 2018): ciò significa che mentre il mercato finale dell’United Kingdom è tra i primi per importanza per la nostra regione, invece per i nostri approvvigionamenti di prodotti finiti, semilavorati, componenti e particolari, l’UK riveste un’importanza trascurabile.

Ma quali sono i prodotti che esportiamo di più nel Regno Unito? In primo luogo i prodotti della moda (91 milioni di export; il comparto è al primo posto dell’export marchigiano verso l’UK da anni) e poi, non troppo indietro, macchinari e apparecchiature (74 milioni esportati nei primi nove mesi del 2018) e poi elettrodomestici (apparecchi elettrici: quasi 52 milioni di export).

“Se ne ricava” secondo la Cna Marche “un quadro abbastanza chiaro di cosa può riservare per l’economia marchigiana una soluzione “no deal” (senza un accordo soddisfacente per le parti) dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea: le transazioni tra le Marche e il Regno Unito potrebbero soffrirne in misura rilevante e la nostra regione potrebbe perdere una componente importante della propria capacità di creare ricchezza e valore aggiunto: una diminuzione delle esportazioni marchigiane verso il Regno Unito è già in corso (tra i primi nove mesi 2017 e i primi nove mesi 2018 il calo è del -4,1%, che cresce al -7,6% per il saldo, peraltro ancora fortemente positivo)     ma potrebbe aggravarsi per effetto del deprezzamento della sterlina nei confronti dell’euro nel caso di una Brexit senza accordo. Il deprezzamento della valuta inglese deprimerebbe fortemente le nostre esportazioni, specie quelle della moda e degli elettrodomestici, più sensibili ai mutamenti di prezzo”.

DL Semplificazioni: per CNA “Solo un timido colpo al moloch della burocrazia”

DL Semplificazioni: per CNA “Solo un timido colpo al moloch della burocrazia”

Nella nota di Piazza Armellini si sminuisce la portata del Decreto varato dal governo giallo-verde, in quanto non risponde alle esigenze e alle aspettative delle imprese.

“Avanti piano, pianissimo, quasi fermi. E’ il risultato dell’approvazione in via definitiva del Dl Semplificazioni: un timido colpo del governo al moloch della burocrazia. Piccoli interventi, in un quadro normativo disorganico, che si limitano a rispondere solo molto parzialmente alle esigenze e alle aspettative delle imprese. E’ arrivato il momento, allora, di trasferire le sollecitazioni, emerse al Tavolo Pmi istituito presso il ministero dello Sviluppo economico,  nel disegno di legge in materia di semplificazioni annunciato dal governo per intervenire in maniera incisiva e organica sulle principali criticità burocratiche, a partire dagli appalti”. Lo si legge in un comunicato della CNA.

“Nel Dl Semplificazioni vanno tuttavia evidenziate alcune novità importanti – prosegue la nota – come l’abolizione del Sistri, ma preoccupano i criteri individuati per realizzare il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, che rischiano di far ripetere gli errori del passato. Significativa, inoltre, è l’introduzione, anche grazie al contributo della CNA, di alcune altre misure. Quali l’istituzione, all’interno del Fondo di garanzia Pmi, di una sezione speciale dedicata alle piccole imprese vittime dei mancati pagamenti della Pubblica amministrazione; l’abrogazione della tenuta in modalità telematica del Libro unico del lavoro; la soppressione dei registri alimentari del burro e delle sostanze zuccherine; la riduzione da 450 a 250 ore del corso annuale per il responsabile tecnico nelle tinto-lavanderie”.

DICHIARAZIONE ANNUALE F-GAS: ANCHE PER LE TINTOLAVANDERIE LA SCADENZA E’ IL 31 MAGGIO

DICHIARAZIONE ANNUALE F-GAS: ANCHE PER LE TINTOLAVANDERIE LA SCADENZA E’ IL 31 MAGGIO

La CNA Territoriale di Macerata ricorda che l’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale “f-gas” scade il prossimo 31 maggio 2018: sono soggette anche le imprese di tinto-lavanderia che utilizzano macchinari contenenti oltre 3 Kg di F-GAS.

In ottemperanza al Regolamento Comunitario n. 51/2014, relativo all’acquisizione dei dati sulle emissioni di gas fluorurati in atmosfera, gli utilizzatori di impianti fissi di: refrigerazione, condizionamento d’aria, pompe di calore, sistemi di protezione antincendio, contenenti 3 kg o più di gas fluorurati devono presentare entro il 31 maggio 2018 al Ministero dell’Ambiente la “Dichiarazione f-gas” relativa al 2017.
La dichiarazione deve contenere informazioni relative alla quantità di emissione in atmosfera di gas fluorurati relativi all’anno precedente. L’emissione in atmosfera del gas fluorurato solitamente succede al momento dell’eventuale rabbocco dell’impianto stesso. La dichiarazione va presentata anche in caso di emissione zero in atmosfera, cioè qualora l’impianto non abbia subito rabbocchi di gas nel corso del 2017.

Per quanto riguarda le tintolavanderie civili ed industriali, ricordiamo che le macchine da lavaggio (considerate impianti fissi) a secco, a circuito chiuso hanno tutte un impianto di refrigerazione incorporato, anche se varia a seconda della tipologia. Solo ed esclusivamente a titolo di esempio ricordiamo che le macchine con una capacità di lavaggio fino a 15 kg di vestiario, solitamente contengono quantità inferiore a 3 kg di gas fluorurato.

Si consiglia di verificare tramite la documentazione tecnica (libretto di istruzioni e caratteristiche costruttive) o le etichette applicate sul macchinario se l’impianto contiene “f-gas” e in quale quantità. In caso di dubbio consigliamo di contattare il manutentore o fornitore di fiducia.

La dichiarazione può essere fatta solo tramite collegamento telematico al sito internet: nulla debbono presentare le aziende o le persone fisiche che hanno attrezzature contenenti meno di 3 kg di gas fluorurati. Per i soggetti inadempienti le sanzioni di omesso invio (benché solo amministrative) vanno da 1.000 a 10.000 Euro.

INFO: CNA Terr.le Macerata, resp. Ambiente Eleonora Cestola, 0734/992746

CQC, TRASPORTO PERSONE: ATTENZIONE ALLA SCADENZA, LA DURATA E’ DI CINQUE ANNI

CQC, TRASPORTO PERSONE: ATTENZIONE ALLA SCADENZA, LA DURATA E’ DI CINQUE ANNI

Con un balletto di circolari e Decreti, la normativa inerente alla durata e validità del rinnovo quinquennale della CQC, sia merci che viaggiatori, ottenuta per documentazione, ha dapprima introdotto, nel 2013-2014, un’estensione di fatto a 7 anni della durata della CQC e quindi ha successivamente riportato a 5 anni la durata massima di validità della Carta.
Questo significa che occorre ben verificare la posizione di rinnovo di ciascuno.
In generale, i corsi di formazione periodica che sono stati effettuati per il rinnovo della CQC per documentazione sono da considerarsi utili, per la normativa, al rinnovo di validità della CQC posseduta fino al:
·         09 settembre 2018, per il trasporto di persone;
·         09 settembre 2019, per il trasporto di cose.
Si tratta di verificare con attenzione le scadenze riportate nelle nuove patenti, non dando per scontato un termine per la CQC che potrebbe essere stato aggiornato in occasione del rinnovo patente o il rilascio di duplicati. Si tratta in effetti di una fase che si propone con scarsa chiarezza sul come affrontare la scadenza, almeno per quanto rileviamo dalle segnalazioni pervenute da parte di conducenti che si trovano a dover procedere al rinnovo in vista del prossimo settembre quando invece immaginavano di doverlo fare tra due anni.
CNA FITA invita a verificare bene la propria data di scadenza CQC, specie per quanti stanno rinnovando patenti e duplicati, perché non ci si trovi scoperti con il mancato aggiornamento entro la scadenza del prossimo settembre.
Per questo CNA Fita Marche e Form.Art Marche stanno organizzando corsi per il rinnovo CQC persone.
APPARE URGENTE ED IMPORTANTE verificare la propria posizione, perché non ci siano equivoci sulla effettiva data di scadenza della propria CQC, anche per evitare responsabilità in caso di difformità di date di validità e di rilascio.
INFO: CNA Terr.le Macerata, 0733/27951
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