Artigiani delle lavanderie tradizionali chiedono il rispetto delle regole.
La CNA di Macerata chiede alle autorità preposte, ad iniziare dagli uffici commercio dei comuni , un maggiore controllo nel settore lavanderie self service.
Infatti diversi titolari di lavanderie tradizionali segnalano da qualche tempo che alcune lavanderie a gettone della provincia si offrirebbero servizi di accettazione, stiratura , confenzionamento e riparazione capi di abbigliamento .
La natura delle lavanderie self service è chiara, il cliente deve provvedere autonomamente , e non deve essere sostituito nell’attività di lavaggio e servizi connessi da addetti presenti nei siti dell’impianto, per questo tipo di servizi è necessario essere iscritti all’albo delle imprese artigiane e agli istituti obbligatori previdenziali e assicurativi.
La CNA chiede inoltre il rispetto delle leggi in materia ambientale , con particolare riferimento alla verifica degli scarichi delle acque reflue, sottolineando che gli impianti attività self service, mediamente, in Italia, -dati ricavati dall’osservatorio nazionale sugli studi di settore- vengono utilizzate sei lavatrici con relativi scarichi proporzionati.
“Questa sottolinea , la presidente provinciale CNA lavanderie Daniela Perigè - non vuole essere una accusa alla tipologia delle lavanderie self service , che nascono come offerta ad un preciso target di mercato, ma intendiamo difendere la nostra professionalità al servizio della collettività, continuando nell’impegno gravoso di stare sul mercato rispettando tutte regole , da chi intende a esercitare una concorrenza sleale “.