Macerata, con il piano casa via ad almeno 1.000 interventi
Macerata - In provincia di Macerata, entro la primavera 2010, potrebbero aprire almeno 1.000 cantieri per un totale di interventi pari ad oltre 30milioni di euro. Una bella iniezione di ossigeno per il sistema delle imprese del comparto edilizia ed impiantistica della provincia. Grazie infatti all’approvazione del Piano Casa da parte del Consiglio regionale delle Marche sarà dato il via ad una serie di interventi di ampliamento, straordinaria manutenzione, demolizione e ricostruzione sia di edifici civili ma anche di edifici non residenziali.
Le stime fatte dall’Unione costruzioni della CNA di Macerata, riguardano un territorio sul quale insistono almeno 100mila abitazioni di cui oltre la metà costruite prima degli anni Sessanta. Considerando che le imprese del settore sono oltre 4,5mila, i calcoli della CNA riguardano gli interventi che il Piano casa potrà mettere in moto ed in particolare quelli relativi alla demolizione, ampliamento e ricostruzione di unità abitative e non pari ad una media di 30mila euro a lavoro.
“Si tratta di un’opportunità straordinaria per le nostre imprese - afferma Italo Pierotti, responsabile provinciale dell’Unione costruzioni della CNA - perché darà l’opportunità a tanti proprietari di immobili di poter ampliare (fino ad un massimo del 20% della superficie dell’immobile), o ristrutturare la propria casa”. “Un’opportunità grande per le nostre imprese - dicono in coro Marco Zucconi, presidente di Cna Costruzioni e Claudio Cardinali, presidente dell’Unione impiantisti - perché si potranno liberare risorse economiche per dare nuovo slancio ad un comparto fortemente in crisi da alcuni mesi”.
“All’interno del piano casa approvato – continua Italo Pierotti, l’articolo 8 prevede un passaggio importante per gli appalti pubblici fino a 500mila euro. Secondo quanto stabilisce la legge, infatti, le imprese del territorio potranno avere una linea preferenziale negli inviti alle gare d’appalto per lavori pubblici”.
Affinché la legge regionale possa avere subito dei risultati concreti, secondo la CNA, occorre che i Comuni non aspettino i 45 giorni previsti come termine ultimo per l’adozione della legge ma si attivino al più presto per il recepimento del Piano casa.